Viterbo. Zingaretti visita il nuovo consultorio familiare: “In 5 anni abbiamo investito 13 milioni per ridare vita alla rete dei consultori”

Viterbo. Zingaretti visita il nuovo consultorio familiare: “In 5 anni abbiamo investito 13 milioni per ridare vita alla rete dei consultori”

Viterbo. Zingaretti visita il nuovo consultorio familiare: “In 5 anni abbiamo investito 13 milioni per ridare vita alla rete dei consultori”
La nuova struttura, entrata in funzione lo scorso 3 gennaio, è ubicata nella Cittadella della salute, l’area in cui la Asl sta centralizzando le attività non ospedaliere presenti nel capoluogo: dal poliambulatorio, alla medicina legale, dal centro diabetologico, al distretto.

“Quando siamo arrivati, cinque anni fa, abbiamo trovato una regione dove il tema della salute e dei diritti delle donne era stato letteralmente dimenticato. Il simbolo di questa destrutturazione era il sistema dei consultori completamente smontato: non c’erano risorse, non c’erano servizi adeguati e gli investimenti erano a zero. Noi abbiamo completamente invertito la rotta e siamo intervenuti per riportare certezze e risorse in presidi fondamentali per la salute delle donne. Per questo abbiamo investito 13 milioni e mezzo di euro per il potenziamento delle attività legate ai consultori, per la ristrutturazione dei locali, l’acquisto delle tecnologie, il potenziamento dello screening oncologico”.


 


Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti è intervenuto visitando la nuova sede del consultorio della Cittadella della salute di Viterbo sabato 20 gennaio. Il consultorio, entrato in funzione dallo scorso 3 di gennaio, è aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13, e il martedì e il giovedì pomeriggio, dalle 15 alle 17. Due sono i numeri telefonici dedicati: lo 0761237062, per l’accoglienza e le informazioni sui servizi, e lo 0761237050, per l’accettazione vaccini.

I nuovi locali destinati al servizio territoriale garantiscono la piena attuazione del decreto regionale 152 del 2014, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di favorire il lavoro e la collaborazione multidisciplinare degli operatori: le ostetriche, i ginecologi, le infermiere, le assistenti sociali, i pediatri e gli psicologi.
Il trasferimento del Consultorio dalla vecchia sede di via Cardarelli a via Enrico Fermi, inoltre, viene incontro all’esigenza di centralizzare le attività non ospedaliere presenti nel capoluogo in un’unica struttura, la Cittadella della salute, nella quale sono presenti servizi essenziali per i cittadini quali, ad esempio, l’Ambufest, il poliambulatorio, la medicina legale, il centro diabetologico, la farmacia, il distretto, il Punto unico di accesso e il Cup, il Disabile adulto, la Neuropsichiatria infantile.

La nuova sede è stata pensata anche per rendere più semplice l’accesso dei cittadini agli otto percorsi consultoriali previsti dalla Regione Lazio: il percorso nascita, il percorso della salute psico-fisica del bambino 0-1 anno, il percorso di screening oncologico del cervico-carcinoma, il percorso di assistenza per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza, il percorso adozione, “Non aver paura” il percorso di interventi di contrasto alla violenza di genere, il percorso della salute sessuale e riproduttiva, il percorso giovani.
Nella struttura è presente anche un Baby pit stop, il secondo alla Asl dopo quello avviato nella hall dell’ospedale Belcolle, realizzato nel rispetto delle indicazioni fornite da Unicef Italia.

Per il nuovo consultorio di Viterbo, la Regione Lazio, nell’ambito della rete per la Salute della Donna, ha stanziato un finanziamento di circa 164 mila euro che saranno destinati al potenziamento delle attività e alla dotazione di nuove e moderne strumentazioni.

“Oggi siamo qui perché questo presidio e in generale il grandissimo lavoro che sta facendo la Asl di Viterbo sono un simbolo della rinascita dei servizi per la salute delle donne”, ha aggiunto Zingaretti. “Era uno degli impegni presi e lo stiamo rispettando, perché le donne e le mamme trovino quei servizi, quell’accoglienza e quell’ascolto necessari in momenti particolari della vita, come la maternità, ad evitare che si sentano sole”.

Nel corso della visita è stato presentato al presidente della Regione anche il progetto Percorso Nascita 4.0: la piattaforma informatica che, a partire dal mese di febbraio, sarà operativa presso la Asl di Viterbo e che consentirà l’informatizzazione dell’intero percorso nascita aziendale, con l’obiettivo di renderlo più dinamico, prossimo ai bisogni di salute della donna e del neonato e interattivo, attraverso l’utilizzo dei più comuni devices di comunicazione (pc portatile, smartphone, tablet). Il progetto rispecchia quanto contenuto nelle linee regionali volte alla costruzione di una sanità vicina ai cittadini.
Percorso nascita 4.0 è una cartella clinica elettronica condivisa con gli operatori e la stessa gestante/genitori che permette anche il monitoraggio a distanza dei dati clinici, di laboratorio e strumentali della mamma e del neonato.

Al fine di garantire al 100% la continuità assistenziale, il progetto mette in comunicazione tra di loro tutti i soggetti interessati: il territorio, con i consultori e i distretti, l’ospedale, con il reparto di ostetricia, e la donna.
La piattaforma è stata sviluppata anche con l’obiettivo migliorare la qualità dell’offerta attiva dei servizi per la futura mamma e per costruire insieme a lei un percorso personalizzato nel momento in cui giunge in Consultorio per ritirare la sua agenda di gravidanza e per condividere e prenotare tutte le attività previste nel percorso nascita (le 3 ecografie, il Bitest, il Can, il bilancio di salute alla 37a settimana, la prevenzione del disagio psichico perinatale e il sostegno all’allattamento al seno). Tutte informazioni che saranno condivise con la donna in maniera interattiva e attraverso gli strumenti informatici di uso quotidiano.

La stessa gestante potrà partecipare attivamente al percorso attraverso un automonitoraggio, potendosi rivolgere in chat agli operatori in caso di necessità o integrando la propria cartella clinica informatizzata attraverso l’invio di documentazione clinica. Tutto ciò produrrà una facilitazione della comunicazione clinico assistenziale e la creazione di una rete dinamica composta dai servizi ospedalieri, territoriali e dalla donna, anche attraverso un sistema di sicurezza che consente di attivare gli alert per gli operatori (come ad esempio nelle gravidanze a rischio).

22 Gennaio 2018

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