Sardegna. Tar blocca il concorso Ares per 118 infermieri, tutto da rifare  

Sardegna. Tar blocca il concorso Ares per 118 infermieri, tutto da rifare  

Sardegna. Tar blocca il concorso Ares per 118 infermieri, tutto da rifare  
Accolto il ricorso presentato da numerosi candidati rimasti esclusi dall’esito della prova scritta svolta con domande a risposta multipla, mentre il bando prevedeva che dovesse consistere “nello svolgimento di un tema o nella soluzione di quesiti a risposta sintetica su temi inerenti lo specifico profilo professionale”. Annullati, dunque, gli atti impugnati: i candidati tutti avranno diritto a partecipare nuovamente al prossimo concorso. LA SENTENZA

Il bando di concorso unificato per titoli ed esami diretto all’assunzione a tempo indeterminato di 118 posti per infermieri e seguito da ARES, è stato bloccato dal T.A.R. Sardegna che ha accolto il ricorso promosso da numerosi candidati rimasti esclusi dall’esito della prova scritta svolta in modalità differente da quanto previsto dall’avviso concorsuale.

Cosa è avvenuto? Gli infermieri ricorrenti che non hanno passato la prova hanno contestato ad ARES, attraverso ricorso al T.A.R., la tipologia di prova scritta che è stata loro fatta eseguire dalla commissione esaminatrice mediante domande a risposta multipla, mentre il bando prevedeva che dovesse consistere “nello svolgimento di un tema o nella soluzione di quesiti a risposta sintetica su temi inerenti lo specifico profilo professionale”. In proposito, dalla sentenza si apprende che nell’avviso di convocazione dei candidati nulla è stato anticipato in merito alla modalità della prova, “svolta senza alcun preavviso”. Soltanto per un’eventuale prova di preselezione (che non si è svolta) era prevista dall’avviso concorsuale “la risoluzione di un test strutturato su una serie di domande a risposta multipla su materie attinenti al profilo professionale messo a concorso”.

Sono risultati drastici gli esiti della prova scritta del concorso: soltanto 448 sono i candidati che l’hanno superata, su oltre 1700 domande di infermieri pervenute per la partecipazione. Gli infermieri rappresentano una categoria sanitaria carente, molto ricercata anche sul territorio sardo. L’espletamento di questo concorso era atteso da tanto, basti pensare che l’avviso è stato pubblicato nell’aprile 2023.

L’intento di ARES, sempre da quel che si apprende dalla sentenza, voleva essere quello di semplificare e dare “una maggiore celerità nella correzione, con l’obiettivo di garantire la massima partecipazione al concorso e la piena trasparenza ed efficienza nelle procedure”.

Ma per i giudici amministrativi che hanno ampiamente trattato la differenza tra test a risposta multipla e quesito a risposta sintetica per chiarire che le due modalità di prove non possono ritenersi tra loro equivalenti, tali elementi esposti da ARES, “in disparte la loro condivisibilità o meno nel merito, non possono comunque essere valorizzati autonomamente dalla commissione di concorso in spregio alle regole sancite dal bando”. Che è quel che è successo. Pertanto, il T.A,R. Sardegna accenna al fatto che “gli atti con cui la commissione ha disposto lo svolgimento di una prova scritta secondo la modalità del test a risposta multipla e gli esiti di tale prova, sono illegittimi”.

Il TAR Sardegna blocca dunque il concorso. In ottemperanza alla sentenza la procedura concorsuale indetta da ARES dovrà “essere rinnovata fin dal principio secondo le modalità previste dal bando, e ciò non esclude la possibilità che l’Amministrazione, ove lo ritenga opportuno, possa fare precedere le prove da un procedimento di preselezione dei candidati”. La procedura espletata “dovrà essere considerata priva di effetti sotto ogni punto di vista – tamquam non esset (come se non esistesse)”, così come “la prima prova scritta già svolta, atto iniziale della procedura concorsuale” contestata.

I candidati tutti avranno diritto a partecipare nuovamente al prossimo concorso. Il T.A.R. Sardegna giudica il ricorso fondato e pertanto lo accoglie; per effetto dello stesso, in seguito alla sentenza dei giudici amministrativi, “devono essere annullati gli atti impugnati”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

16 Gennaio 2024

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