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Vertenza Aias. Stipendi a singhiozzo, situazione di stallo. Sindacati insorgono e preparano il sit-in

È stato un Ferragosto amaro quello dei dipendenti Aias, alla mensilità di agosto ci sono da sommare ben altre 9 mensilità arretrate: 10 in totale. “Abbiamo esplorato la possibilità che i dipendenti Aias venissero pagati direttamente da Ats – spiega Mario Nieddu, Assessore alla sanità –, ma sono emerse criticità”. Insorgono i sindacati, sarà sciopero e presidio/sit-in dei lavoratori presso il Consiglio regionale

27 AGO - È stato un ferragosto amaro quello dei dipendenti Aias che, pur continuando a svolgere il loro delicatissimo lavoro, con l’amore e la dedizione che li contraddistingue, non hanno potuto godere di alcunché minima remunerazione per il lavoro prestato e prevista dalla disciplina del CCNL Aias 2010-2012, peraltro ad oggi mai rinnovato. Alla mensilità di agosto ci sono da sommare inoltre ben altre 9 mensilità arretrate e che insieme, arrivano a 10 nel totale. “Dieci mensilità arretrate mentre i mutui continuano a voler essere onorati e le bollette continuano inflessibili ad arrivare, e qualcosa in tavola bisogna pur di metterla - commenta Salvatore Drago, coordinatore dell’Unione sindacale di base (USB) –. “Ferragosto è passato, mentre il tavolo tecnico portato avanti dall’Assessorato regionale per la sanità, langue, e la Commissione consiliare sanità è in vacanza. Non sono pochi i dipendenti che mi dicono che accarezzano l’idea di abbandonare il posto di lavoro e licenziarsi per giusta causa. Sono stanchi di promesse non mantenute, dei continui “vedremo” e “provvederemo”.


“A questo punto non rimangono che due proposte da fare – fa appello Drago –: la prima, che la Commissione sanità e il tavolo tecnico siano costretti a riunirsi in conclave fino a trovare una soluzione; la seconda, che siano i lavoratori, dopo aver cercato solidarietà dei pazienti e dei loro parenti, a rendersi protagonisti di forme di lotte tali da costringere la 'politica' a non dribblare, a non prender tempo, ma a dare risposte concrete. Risposte concrete che – puntualizza il coordinatore USB -, a mio parere, non possono essere altre se non la revoca della convenzione ad una dirigenza che sempre più si dimostra incapace ad adempiere ai doveri contrattuali nei confronti dei propri dipendenti. La precedente Giunta regionale aveva tracciato, con colpevole ritardo, un solco con Sas Domos: perché non sperimentare, eventualmente migliorando il testo se pure si ritiene, questa alternativa?”

Nemmeno l’analisi della proposta avanzata nell’incontro svoltosi oltre un mese fa tra i sindacati con i capigruppo del Consiglio regionale, alla presenza dell'Assessore alla Sanità, sulla possibilità per l’Azienda della tutela della salute (Ats) di sostituirsi ad Aias nel pagamento degli stipendi ai lavoratori ha avuto riscontro favorevole. “Abbiamo esplorato la possibilità che i dipendenti Aias venissero pagati direttamente da Ats – spiega l’assessore Mario Nieddu –, ma sono emerse criticità tali che renderebbero inefficace ogni sforzo in questa direzione. Peraltro, questa ipotesi riguarderebbe solo gli stipendi correnti, lasciando comunque irrisolto il problema delle mensilità arretrate".

"Inoltre, Ats potrebbe procedere solo a fronte della trasmissione dei cedolini da parte di Aias – aggiunge l'esponente della Giunta Solinas –, allungando notevolmente i tempi e oltretutto potrebbe sostituirsi ad Aias nell’erogazione degli stipendi esclusivamente nella misura delle fatture emesse dall’associazione per le prestazioni erogate. Una soluzione complicata, ma che non avremo alcuna remora a mettere in atto se avessimo la certezza di portare benefici ai dipendenti di Aias, lavoratori che, insieme agli utenti, restano la priorità, e che stanno sopportando questa situazione drammatica con grande senso di responsabilità".

"In seguito all’intervento del Tribunale di Sassari - sottolinea Nieddu - i nodi sul contratto sono stati sciolti e Ats ha ripreso regolarmente i pagamenti verso l’associazione. Confidiamo che questo possa riportare alla normalità in tempi brevissimi la situazione relativa ai pagamenti correnti, considerando anche l’impegno su questa priorità, preso da Aias al tavolo della Prefettura a Cagliari. Non siamo fermi, i lavori del tavolo tecnico stanno proseguendo nella ricostruzione della situazione crediti/debiti fra Ats e Aias e, man mano che la verifica procede, l'Azienda sanitaria sta disponendo la liquidazione dei crediti riconosciuti. Si tratta di un’indagine non semplice, ma è uno strumento imprescindibile per fare definitivamente chiarezza su una vertenza che si trascina da troppo tempo. Ai lavoratori intendiamo dare risposte serie, non pacche sulle spalle. Continuiamo a lavorare nella direzione che abbiamo tracciato, con la massima apertura al confronto”.

Sono trascorsi però anche i 15 giorni che erano stati stabiliti al tavolo in prefettura ed entro cui il Prefetto aveva chiesto all’Azienda di fornire una risposta definitiva delle situazioni emerse durante quello stesso incontro. Interviene sull’ennesima lungaggine di tempi prospettata, Carla Cuccu (M5S), segretaria della Commissione sanità in Consiglio regionale: “Fatti non parole! Invece siamo alle solite: tante parole, rassicurazioni, promesse e fatti zero. L’assessore alla Sanità Nieddu oggi ci fa sapere che “i lavori del tavolo tecnico stanno proseguendo” e che confida che si possa ritornare alla normalità nei pagamenti in tempi brevissimi. Personalmente mi chiedo quale sia la concezione del tempo del nostro assessore, parrebbe non rendersi conto di quale sacrificio facciano i lavoratori, privati della dovuta remunerazione da quasi un anno; anche un solo giorno di attesa in più pesa come un macigno nella loro economia domestica e familiare, e intanto continuano a svolgere il proprio lavoro con abnegazione e senso di responsabilità verso i pazienti”.

“Assessore, visti i tempi, viene difficile continuare a credere che ci sia una volontà nel risolvere la vertenza Aias – continua Cuccu –, dal momento che perfino gli interventi consiliari parrebbero cadere nel vuoto. Ho presentato due interpellanze in Consiglio regionale, la prima il 26 aprile, la seconda il 16 luglio, e ancora sono lì, in attesa di risposte. Non mi pare questo il modo di lavorare e di portare rispetto ai lavoratori e alle loro famiglie. La Giunta e il Presidente Solinas avrebbero dovuto, già da tempo e responsabilmente, provvedere a porre in essere tutte le misure previste dalla normativa vigente in materia anziché continuare a temporeggiare sino ad oggi”. Questa la richiesta della consigliera dei Cinque Stelle: “L’assessore Nieddu ha dichiarato che sono emerse criticità che non consentono all’Ats di pagare direttamente i lavoratori Aias. Quindi, come intende superare questo ostacolo? Oltre alle rassicurazioni, qual è la strada che intende percorrere per giungere a una soluzione in tempi brevi?”

Solo qualche giorno dopo l’Aias, attraverso una nota, comunica al proprio personale, all’assessorato per la sanità, alla prefettura che, “entro lunedì 26 Agosto 2019, verrà pagato l’80% dello stipendio di Giugno 2019 ai dipendenti e una mensilità ai Consulenti. Non appena avremo disponibile la liquidità necessaria provvederemo a saldare gli stipendi accontati nel corso dell’anno”.

Insorgono i Sindacati. Per Fulvia Murru, Segretaria Generale della Uil Fpl Sardegna: “La situazione è sicuramente complessa, apprezziamo gli sforzi dell'Assessore ma chiedere ancora tempo non è certamente un elemento di novità. Stiamo parlando di circa 1000 lavoratori che erogano prestazioni per circa 3500 utenti e bisogna trovare soluzioni strutturali, non si può continuare a far vivere ai lavoratori un lungo calvario per vedersi riconosciuto il diritto sacrosanto all'erogazione del proprio stipendio! Sono ormai anni che dura questa vertenza e ogni volta si arriva alla conclusione che le fatture vengono pagate regolarmente per le prestazioni erogate ma altrettanto non fa l'azienda con i dipendenti. Normalmente se un erogatore privato non rispetta i contratti, le norme e le regole va allontanato dal mercato del lavoro e dal sistema pubblico. In Sardegna tante sono le case di cura private e le cooperative Sociali che lavorano con competenza e qualità in maniera integrata con il sistema sanitario pubblico e mai nessuno si è solo lontanamente sognato di arrivare a 10 mensilità arretrate con i dipendenti, nonostante le enormi difficoltà che possono esserci. E se fosse accaduto, nessun Governo Regionale sarebbe stato in silenzio come è stato per tanti anni su Aias”.

“Per noi la soluzione è quella resa nota da tempo – sottolinea Murru –, va avviato un nuovo tipo di gestione da totalmente privato a pubblico-privato. Parte dei servizi vanno garantiti dal servizio pubblico soprattutto per i degenti ricoverati h24, per il resto va aperto il mercato a nuovi soggetti che devono garantire le prestazioni e la continuità del servizio e a garantirla dovranno essere gli stessi dipendenti che hanno lavorato sinora. Senza dimenticarci dei lavoratori Aias licenziati o che si sono licenziati per giusta causa e che ora usufruiscono degli ammortizzatori sociali che sono operatori qualificati e specializzati con tanti anni di esperienza. Se c'è la volontà politica la soluzione si trova, se invece c'è solo l'interesse di tutelare all'infinito una sola ‘famiglia’ a discapito di 1000 lavoratori e di 1000 famiglie, allora questa vertenza non avrà mai fine”.

Anche per Claudio Nuscis, segretario Fp Cisl del Sulcis, “le ultime dichiarazioni dell’Assessore Nieddu sono particolarmente deludenti perché nell’ultimo incontro abbiamo messo a sua disposizione il nostro patrimonio di conoscenza ed esperienza in merito alle difficoltà applicative dell’art. 1676 del cc ed abbiamo fatto anche delle proposte operative per superarle. Ma ciò che soprattutto non condividiamo è il suo ottimismo circa la capacità futura di Aias di pagare regolarmente gli stipendi. Per questo, a breve, e con rinnovata determinazione, riprenderemo il presidio/sit-in dei lavoratori presso il Consiglio regionale e lo manterremo sino a quando otterremo non chiacchiere ma fatti. Nel frattempo, le segreterie regionali dovrebbero aver fissato la data dello sciopero”.

“Sin da subito abbiamo disapprovato – spiega Nuscis - la scelta di questa Giunta di sospendere la sperimentazione gestionale di SaS Domos, società consortile costituita con l’intento di superare il “sistema Aias”. Abbiamo sempre pensato che tale scelta fosse dettata più da un pregiudizio politico che da solide ragioni giuridiche. Né siamo mai stati favorevoli all’istituzione del cosiddetto tavolo tecnico perché lo riteniamo solo un modo per prendere tempo, infatti non ha nessuna capacità giuridica di imporre le sue conclusioni alle parti in causa: nasce, a mio giudizio, con l’intento di dimostrare la fondatezza delle ragioni di Aias nel reclamare i presunti crediti multimilionari nei confronti delle vecchie ASL/USL ma non vincola in alcun modo Aias ad assumere comportamenti diversi qualora non riuscisse a dimostrare la fondatezza delle sue ragioni. D’altra parte – conclude il segretario - , come potrebbe se all’improvviso questi presunti crediti dovessero dimostrarsi (come certamente sarà) di molto inferiori ai debiti, questi si certi, verso lavoratori e creditori?”

Elisabetta Caredda

27 agosto 2019
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