Abagovomab: promesse non mantenute

Abagovomab: promesse non mantenute

Abagovomab: promesse non mantenute
Benché ben tollerato, il vaccino contro il tumore dell’ovaio di Menarini non ha prodotto sulle pazienti i benefici attesi. La strada comunque è quella giusta.

Onore al merito a Menarini. Che nel corso del Congresso Mondiale di Oncologia (ASCO) in corso a Chicago ha presentato i risultati negativi dello studio MIMOSA sull’efficacia di abagovomab nel prevenire la recidiva del tumore ovarico.
Abagovomab è un anticorpo che mima un antigene tumorale espresso in quantità elevata dal tumore ovarico (l’antigene CA 125). Pertanto ci si attendeva che fosse in grado di prevenire o comunque ritardare la comparsa di recidive nelle pazienti che hanno risposto ad una prima linea di chemioterapia attivando una risposta immunitaria specifica verso delle cellule tumorali.
Così non è stato. Benché il trattamento sia stato molto ben tollerato, la vaccinazione con abagovomab non ha confermato l’ipotesi.
Lo studio, della durata di quattro anni, ha coinvolto circa 900 pazienti in 150 centri specialistici in Europa e USA.
“Il team di ricerca Menarini, costituito prevalentemente da donne, non ha mai considerato questo studio come una semplice parte del proprio lavoro ma una vera missione al fianco delle pazienti che ogni giorno lottano contro questo killer silenzioso”, ha commentato Angela Capriati, direttore della Ricerca Clinica Menarini. “Tale risultato però, nonostante le ottime premesse scientifiche del progetto, fa parte delle “sorprese” che sovente purtroppo si incontrano nello sviluppo di farmaci altamente innovativi con cui la nostra azienda si confronta”.
I risultati dello studio MIMOSA, per Capriati, “rappresentano comunque un contributo prezioso per la comunità scientifica mondiale, perché per il suo rigore e il suo livello indicano definitivamente all’oncologia internazionale nuovi e differenti indirizzi di ricerca. Il nostro impegno al fianco delle donne che combattono contro il tumore ovarico così come il nostro lavoro di ricerca non sono dunque stati inutili”.
Dall’azienda è arrivato un ringraziamento soprattutto a tutti gli oncologi e le pazienti che hanno partecipato allo studio. “MIMOSA è stato presentato da Menarini, a testa alta, ricevendo la stima di tutta la comunità oncologica internazionale e ci lascia in eredità una straordinaria esperienza e competenza scientifica che contribuiranno a sviluppare tutti gli altri ambiziosi progetti in corso”, ha dichiarato Carlo Alberto Maggi, direttore della R&S del Gruppo Menarini. “Abbiamo la garanzia da parte dell’azienda che il forte impegno a portare avanti progetti di Ricerca innovativi per la terapia di malattie tuttora irrisolte rimane immutato”, ha concluso. 

07 Giugno 2011

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