Al via la IIa edizione del concorso Fellowship Program. Quest’anno premiato anche il no-profit

Al via la IIa edizione del concorso Fellowship Program. Quest’anno premiato anche il no-profit

Al via la IIa edizione del concorso Fellowship Program. Quest’anno premiato anche il no-profit
Anche quest'anno Gilead Sciences premierà le iniziative finalizzate a migliorare le conoscenze e la qualità di vita dei pazienti affetti da Hiv, epatite B e infezioni fungine invasive. Riconoscimenti ai migliori progetti della comunità scientifica e dell’associazionismo no-profit.

Al via da questo mese la seconda edizione del Fellowship Program e il nuovo Community Award, due bandi di concorso dal forte impatto etico e sociale promossi da Gilead Sciences srl e destinati a premiare progetti innovativi nel campo delle infezioni da HIV, da virus dell’epatite B e, limitatamente al solo Followship, delle infezioni fungine invasive.

Il Fellowship Program, nella scorsa edizione, ha visto la presentazione di oltre 100 progetti di cui 16 premiati. Numeri che testimoniano la rilevanza dell’iniziativa. Anche quest’anno, il Fellowship, rivolto agli enti di ricerca (pubblici e privati), premierà progetti finalizzati a migliorare l’outcome e la qualità di vita dei pazienti con HIV, Epatite B e infezioni fungine invasive (tra questi, ad esempio, progetti per nuove metodiche di diagnosi o per l’emersione del sommerso) con esclusione degli studi finalizzati alla analisi dell’efficacia e/o della sicurezza dei farmaci.

Il Community Award, alla sua prima edizione, è rivolto invece alle sole associazioni di pazienti e destinerà risorse economiche a progetti per interventi originali, di utilità diffusa e finalizzati a migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da HIV e da Epatite B (tra questi, progetti per la prevenzione e la consapevolezza dei comportamenti a rischio, per l’accesso precoce ai test diagnostici o per l’educazione della famiglia del paziente).

Due progetti che rappresentano un incentivo e un’iniezione di fiducia per il settore della ricerca e per il mondo dell’associazionismo impegnato nella tutela dei malati.

“Oggi, in Italia, la ricerca scientifica è penalizzata”, ha affermato Mauro Moroni, coordinatore della Commissione esaminatrice del Fellowship Program e vice presidente della Commissione Nazionale per la lotta contro l'Aids. “Ne soffrono i ricercatori e ne soffrono le istituzioni scientifiche, di piccole come di grandi dimensioni, e ne soffrono le persone che dei frutti di quella ricerca sono privati. Per questo – ha aggiunto Moroni -, l’esempio di una prestigiosa azienda farmaceutica che investe nella ricerca non legata alla valutazione dei propri farmaci, è un segnale forte e molto positivo”.

Un segnale che si tradurrà in un beneficio in termini di qualità di vita per i pazienti.

Rispetto al Community, l’anzienda spiega che “la decisione di dedicare un bando specifico alle sole associazioni di pazienti deriva dal fatto che l’informazione e l’educazione dei malati affetti da patologie trasmissibili gravi con l’infezione da HIV o da Epatite B è una responsabilità sociale e sanitaria che vede sempre più spesso protagoniste proprio le associazioni”.

“Sono proprio le associazioni, infatti, che spesso interpretano fedelmente i veri bisogni delle comunità in cui operano, – ha sottolineato Marco Simonelli, del Comitato di valutazione del Community Award, esperto in programmi e finanziamenti per attività Hiv/Aids nei Paesi in Via di Sviluppo di Roma – ed è per questo che, per valutare i progetti ci chiederemo se, a prescindere dalle dimensioni delle associazioni, il progetto parte o meno da una corretta analisi dei bisogni e se rappresenta davvero un tentativo coerente di rispondere a quei bisogni”.

Fellowship Program e Community Award nascono dunque nel segno della collaborazione più efficace tra pubblico e privato, tra i protagonisti della lotta ad alcune delle malattie virali e fungine trasmissibili più gravi di questi decenni e il mondo dell’industria farmaceutica. “In particolare, le tre patologie oggetto dei bandi rappresentano aree che necessitano di ulteriori studi e hanno ancora margini di miglioramento dal punto di vista della qualità delle cure da offrire ai pazienti”, ha ricordato Roberto Tascione Amministratore Delegato di Gilead Sciences. “L’intenzione – ha aggiunto – è di riuscire a far diventare Fellowship e Community una bella e buona tradizione di Gilead Italia”.

Sia il bando del Fellowship che quello del Community si sono aperti lo scorso 15 marzo e si chiuderanno il prossimo 30 aprile.  
 

23 Marzo 2012

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