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Pillola contraccettiva. Cda Aifa verso delibera gratuità solo sotto i 26 anni e nei consultori

di Barbara Di Chiara

Dopo 6 mesi dal primo via libera alla gratuità della contraccezione ormonale a opera della Commissione tecnico scientifica e dal Comitato prezzi e rimborsi dell'ente regolatorio, il Consiglio di amministrazione vara finalmente la sua decisione, sulla base di un rinvio ai panel tecnici per una rivalutazione sulla base di motivazioni prettamente economiche: aprire alla contraccezione gratuita a tutte le donne, aveva fatto notare anche il ministro Schillaci, avrebbe avuto un costo molto alto

03 NOV -

Il Consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), riunitosi martedì a Roma, ha finalmente preso una decisione in merito alla gratuità della contraccezione ormonale femminile, tema balzato in cima alle cronache dallo scorso mese di aprile, quando la Commissione tecnico scientifica (Cts) e dal Comitato prezzi e rimborsi (Cpr) dell'ente regolatorio avevano reso il loro parere positivo a questa opzione, senza limiti di età: a quanto si apprende, il Cda ha invece deciso che la contraccezione ormonale femminile potrà essere resa gratuita solamente al di sotto dei 26 anni di età, e i medicinali dispensati nei consultori o comunque in strutture pubbliche. Un orientamento che dovrà essere ora ratificato in una delibera del Cda, ma che ha già trovato l'accordo della commissione Salute delle Regioni.

Nei giorni successivi alla notizia del via libera, da parte dei tecnici Aifa, a rendere la pillola (e altri prodotti contraccettivi a base ormonale) gratuita per tutte le donne italiane, la reazione politico-istituzionale era stata forte, con i riflettori puntati sul costo (oltre che etico) soprattutto economico dell'operazione. “Il Consiglio di Amministrazione dell'Aifa dovrà garantire che la gratuità della pillola anticoncezionale per tutte le donne non comporti uno sforamento del tetto della spesa farmaceutica”, aveva subito precisato in un question time il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Seguito poi dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che aveva precisato: “Data l'importanza sociale della procreazione consapevole e specie in alcune fasce di età e di condizione socio-economica, Aifa sta valutando compiutamente la problematica relativa all'erogazione gratuita dei farmaci anticoncezionali. Valutazioni che non possono prescindere da ogni questione di compatibilità della tenuta finanziaria delle scelte operate nel settore farmaceutico, per l'impatto sulla spesa a carico del Fondo sanitario nazionale”.


Questo è il motivo di base per il quale il Cda aveva chiesto alle due commissioni tecniche di riprendere in mano il dossier, esplorando varie opzioni di apertura alla gratuità, con i relativi costi, inizialmente stimati in 140 milioni di euro, ma ora ridotti a una cifra molto inferiore, con l'ok solamente alle ‘under 26’ e attraverso un canale, quello dei consultori, che è presente a macchia di leopardo sul territorio italiano. “Il Consiglio di amministrazione di Aifa - spiegava a maggio un comunicato dell'Agenzia - ha preso atto che le Commissioni consultive dell’agenzia non hanno ancora elaborato precise indicazioni sulle fasce di età a cui concedere gratuitamente la pillola anticoncezionale, sulle modalità di distribuzione e sui costi per il Sistema Sanitario Nazionale nei vari scenari di adozione della rimborsabilità. Per esempio, per tutte le donne in età fertile, per le donne che versano in condizioni economicamente disagiate o per le giovani fino a 19/26 anni come avviene in alcuni Paesi europei e nelle 6 regioni italiane che offrono gratuitamente la pillola anticoncezionale”. Da qui, le commissioni, in particolare la Cpr, sono state chiamate a effettuare degli approfondimenti, consegnati nei mesi scorsi fa al Cda, che ha dunque deciso di seguire l'esempio di Regioni come Lazio e Toscana, nelle quali la contraccezione ormonale viene già dispensata gratuitamente alle giovani fino ai 26 anni.

Barbara Di Chiara



03 novembre 2023
© Riproduzione riservata

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