Hiv, Tbc, Epatite B e C e Ist. L’Europa fuori strada per raggiungere molti obiettivi del 2030. Il Report Ecdc

Hiv, Tbc, Epatite B e C e Ist. L’Europa fuori strada per raggiungere molti obiettivi del 2030. Il Report Ecdc

Hiv, Tbc, Epatite B e C e Ist. L’Europa fuori strada per raggiungere molti obiettivi del 2030. Il Report Ecdc
Compiuti progressi in alcuni settori, ma molti paesi sono lontani dagli obiettivi di sviluppo sostenibili per il 2030. Inoltre le significative lacune nei dati ostacolano una valutazione completa. “Abbiamo cinque anni per agire, dobbiamo farli valere”, ha dichiarato la direttrice dell’Ecdc Pamela Rendi-Wagner IL REPORT 

Sebbene siano stati compiuti progressi verso l’obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) 3.3 per porre fine alle epidemie di HIV, tubercolosi (TB) e combattere l’epatite virale B e C e le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) entro il 2030, l’Unione Europea/Spazio Economico Europeo (UE/SEE) è fuori strada per molti degli obiettivi.
Esistono grandi disuguaglianze tra i paesi in termini di progressi verso gli obiettivi, disponibilità e copertura dei servizi di prevenzione, test e trattamento e disponibilità di dati per valutare i progressi.

Questa la “sentenza” che arriva dal primo rapporto di monitoraggio sugli SDG pubblicato oggi dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc). Il Report presenta i dati più recenti su incidenza, prevenzione, test, trattamento e mortalità nell’UE/SEE per i quattro gruppi di malattie monitorati dall’Ecdc.

“L’Europa ha bisogno di un’azione coraggiosa e coordinata in materia di prevenzione, test e trattamento per raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030. Queste malattie sono prevenibili, così come l’onere che impongono ai sistemi sanitari, ai pazienti e alle loro famiglie. Abbiamo cinque anni per agire; dobbiamo farli valere”, ha dichiarato la direttrice dell’Ecdc Pamela Rendi-Wagner.

HIV. Il numero stimato di nuove infezioni da HIV è diminuito del 35% rispetto al valore di riferimento del 2010 nell’UE/SEE, ma i progressi sono più lenti di quanto necessario per raggiungere l’obiettivo intermedio del 2025. I progressi nei test e nelle cure per l’HIV sono incoraggianti, ma raggiungere i non diagnosticati e garantire il collegamento con le cure rimane una sfida in tutta l’UE/SEE. L’uso di strumenti di prevenzione, come la profilassi pre-esposizione (PrEP) per l’HIV, è in aumento, ma necessita di un ulteriore ampliamento. Per la tubercolosi, l’incidenza stimata è diminuita del 35% dal 2015, ma i tassi di successo per il trattamento della tubercolosi rimangono al di sotto dell’obiettivo del 90%, in particolare per la tubercolosi resistente ai farmaci.

Le epatiti virali B e C sono la causa della maggior parte dei quasi 57 000 decessi annuali attribuiti all’AIDS, alla tubercolosi e all’epatite virale nell’UE/SEE. Per l’epatite B e C, le informazioni disponibili suggeriscono carenze significative nel raggiungimento degli obiettivi di copertura dei test e dei trattamenti e i tassi di mortalità non mostrano segni di declino.

IST. I casi segnalati di malattie sessualmente trasmissibili come la sifilide e la gonorrea sono in aumento in tutta l’UE/SEE, raggiungendo il numero più alto dall’inizio della sorveglianza da parte dell’Ecdc nel 2009. I dati sui test e sulla copertura del trattamento per le IST sono in gran parte non disponibili, complicando il quadro generale.

Le raccomandazioni. Per raggiungere gli obiettivi del 2030, sollecita quindi l’Ecdc, è necessario intensificare gli interventi di prevenzione come la PrEP per l’HIV, la vaccinazione contro l’epatite B e i servizi di riduzione del danno per le persone che si iniettano droghe, oltre a promuovere l’uso del preservativo. È inoltre fondamentale espandere i servizi di test integrati per più infezioni in vari contesti, compresi i test basati sulla comunità, per raggiungere le persone a rischio in una fase precoce. Migliorare il collegamento con le cure e sostenere l’aderenza al trattamento è fondamentale per migliorare i risultati individuali e prevenire la trasmissione successiva, in particolare per la tubercolosi e l’epatite virale.

Ancora, per l’Ecdc è essenziale rafforzare la qualità e la completezza dei dati di sorveglianza e monitoraggio, così come la raccolta di dati specifici per le popolazioni chiave più colpite da queste infezioni. Per ridurre la mortalità da malattie prevenibili, sono necessari sforzi costanti e migliorare la disponibilità e la qualità dei dati di sorveglianza è fondamentale per monitorare accuratamente i progressi.

23 Aprile 2025

© Riproduzione riservata

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”
Farmaci biosimilari. Dieci anni dalla Legge 232 è allarme sulla corsa al massimo ribasso. Ibg Egualia: “Preservare il modello italiano”

A dieci anni dall’introduzione della Legge 232/2016, l’Italia si conferma tra i Paesi europei con il più elevato utilizzo di farmaci biosimilari e con un modello che ha contribuito ad...

Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi
Estate a tavola, dall’Iss le regole per picnic, spiagge e cene all’aperto senza rischi

Pranzi in spiaggia, escursioni in montagna, picnic nei parchi cittadini e cene condivise con amici e familiari. L'estate invita a trascorrere più tempo all'aria aperta e a consumare i pasti...

Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”
Prontuario farmaceutico. Federfarma: “Revisione necessaria, ma non penalizzi i cittadini”

“Dopo 30 anni, sicuramente una revisione del Prontuario si rende necessaria. Prima di tutto perché questa revisione è prevista da una legge dello Stato, con obiettivi di ricerca di sostenibilità e...