Miele di Manuka: una risposta all’antibiotico-resistenza?

Miele di Manuka: una risposta all’antibiotico-resistenza?

Miele di Manuka: una risposta all’antibiotico-resistenza?
Sono osservazioni preliminari quelle scaturite da una ricerca della  Swansea University che, se confermate da un trial clinico attualmente in corso, potrebbero rappresentare una svolta nel trattamento delle infezioni respiratorie da batteri antibiotico-resistenti. Le proprietà antibatteriche del miele di Manuka sono note da tempo, ma questo studio dimostra che, in sinergia con gli antibiotici, è in grado di debellare il 90% dei germi resistenti, obiettivo raggiunto per il 39% dal solo miele e per il 29% dai soli antibiotici

Le proprietà antibatteriche del miele di Manuka sono note da tempo; un rimedio naturale ideale , anche se abbastanza costoso, rispetto alle altre qualità di miele, per tonsilliti e faringiti. Ma adesso, quello che potrebbe sembrare il classico rimedio della nonna, seppure in versione esotica (il miele di Manuka viene dalla Nuova Zelanda), diventa un ‘caso’ scientifico, grazie ad una ricerca della Swansea University.
 
Rowena Jenkins e Aled Roberts hanno scoperto che l’uso di questo miele potrebbe aumentare nettamente l’efficacia della terapia antibiotica nel trattamento delle infezioni respiratorie da batteri resistenti nei pazienti con fibrosi cistica.
 
Lo studio, condotto su tessuto polmonare isolato di maiale, con infezioni batteriche simili a quelle osservate nei pazienti con fibrosi cistica, ha utilizzato il miele di Manuka per trattare queste infezioni. Il trattamento si è rivelato efficace nell’eliminare il 39% dei batteri con resistenza antibiotica, obiettivo centrato solo per il 29% dagli antibiotici. Ancor più interessante si è rivelata l’azione sinergica tra miele e antibiotici: i due trattamenti combinati sono riusciti ad eliminare il 90% dei batteri.
 
La fibrosi cistica è una patologia ereditaria, potenzialmente mortale che colpisce in Gran Bretagna circa 10.400 persone e in Italia circa 7 mila. Questi pazienti sono particolarmente a rischio di infezioni respiratorie di lunga durata e tendenti alla cronicizzazione, che spesso si rivelano fatali in caso di batteri resistenti. Un problema questo della colonizzazione da batteri antibiotico-resistenti che può arrivare a far fallire anche il trapianto di polmone, ultima spiaggia per alcuni di questi pazienti.
 
I pazienti a prognosi peggiore sono quelli con infezioni da Pseudomonas e Burkholderia cepacia complex, difficili da debellare perché multi-resistenti e in grado di causare un importante danno ai polmoni. La loro presenza può rappresentare una controindicazione al trapianto di polmone. Trovare un’alternativa per questi pazienti può insomma fare la differenza tra la vita e la morte.
Partendo da queste considerazioni, i ricercatori inglesi sono andati a studiare le proprietà antibatteriche del miele, usato in medicina tradizionale da millenni. La loro attenzione si è focalizzata sul miele di Manuka che in uno studio recente si è dimostrato in grado di debellare i batteri presenti su ferite superficiali.
 
“I risultati preliminari ottenuti con il nostro studio – afferma Rowena Jenkins, Lecturer in Microbiologia e Malattie Infettive presso la Swansea University – sono molto promettenti e meritano di essere testati in un setting clinico; potrebbero aprire la strada a nuove opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da fibrosi cistica con infezioni respiratorie. La sinergia con gli antibiotici e l’assenza di resistenza osservate in laboratorio ci ha convinto a far partire un trial clinico per studiare le potenzialità del miele di Manuka, inserito come ingrediente di un lavaggio dei seni nasali per alleviare le infezioni delle prime vie aeree”.
 
Secondo un rapporto del governo inglese siglato da Lord Jim O’Neill, il problema dell’antibiotico-resistenza, secondo le attuali proiezioni di crescita, entro il 2050 causerà la morte di 10 milioni di persone l’anno da infezioni batteriche.
La ricerca della Swansea University è stata realizzata grazie a finanziamenti della Waterloo Foundation e di The Hodge Foundation.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

31 Maggio 2019

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