Asma. L’uso di antibiotici prolunga la degenza in ospedale

Asma. L’uso di antibiotici prolunga la degenza in ospedale

Asma. L’uso di antibiotici prolunga la degenza in ospedale
L’uso degli antibiotici nei pazienti ricoverati per crisi di asma, se non giustificato da un’infezione in corso, prolunga la degenza e non favorisce la guarigione. L’evidenza emerge da uno studio Usa su dati provenienti da oltre 500 ospedali americani

(Reuters Health) – L’uso non appropriato di antibiotici negli adulti ricoverati per crisi di asma, senza infezioni polmonari, si associa a un prolungamento della degenza e a un aumento del rischio di diarrea legata agli antibiotici, senza produrre un evidente beneficio sui pazienti. È quanto suggerisce una ricerca condotta dal team guidato da Mihaela Stefan, della Massachusetts Medical School di Springfield,  presentata all’American Thoracic Society International Conference, che si è svolta a San Diego.

La premessa
Le linee guida, incluse quelle del Global Initiative for Asthma, evidenziano che le prove attuali non supportano l’uso degli antibiotici nelle esacerbazioni d’asma, a meno che non vi siano infezioni polmonari, con febbre o evidenze radiografiche di polmonite. In un precedente studio, lo stesso gruppo guidato da Stefan aveva scoperto che il 60% dei pazienti senza infezione veniva trattato comunque con antibiotici.

Lo studio
Il team ha esaminato le cartelle cliniche degli adulti ricoverati per esacerbazioni dell’asma, trattati con corticosteroidi per due anni, in 554 ospedali americani. Escludendo i pazienti che avevano reali motivi che giustificavano l’uso di antibiotici, come una diagnosi di sinusite, polmonite, bronchite, enfisema e sepsi, tra i restanti 22.043 pazienti considerati, il 46% era stato trattato con antibiotici nei primi due giorni di ricovero. Questi pazienti erano generalmente più anziani e più spesso fumatori e avevano un numero maggiore di comorbidità rispetto ai pazienti non trattati con antibiotici.

Inoltre, rispetto ai pazienti non trattati con antibiotici, quelli che li assumevano avevano ricoveri più lunghi, ma tassi di fallimento del trattamento simili. Un’analisi statistica dei dati di tipo propensity-matched ha evidenziato che l’assunzione di antibiotici è collegata a degenze più lunghe e a un aumento significativo del rischio di diarrea legata agli antibiotici, a alrischio di fallimento della terapia.

Fonte: American Thoracic Society International Conference

Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Megan Brooks

25 Maggio 2018

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