Assogenerici: “Equivalenti sono fattore di risparmio e di sviluppo”

Assogenerici: “Equivalenti sono fattore di risparmio e di sviluppo”

Assogenerici: “Equivalenti sono fattore di risparmio e di sviluppo”
Ieri la prima riunione del tavolo sulla farmaceutica. Per Assogenerici positiva la prescrizione per principio attivo. Critiche al payback per le aziende del generico e alla norma del decreto Balduzzi che lega l'autorizzazione all’immissione in commercio alla scadenza del brevetto del farmaco originatore.

“Si liberano risorse preziose per promuovere la ricerca e l’innovazione, che sono la chiave dello sviluppo del comparto” e "del resto si tratta di favorire un processo culturale dal quale l’Italia è rimasta finora esclusa”. Questa la posizione che il vicepresidente di AssoGenerici, Enrique Hausermann, ha espresso ieri nel corso della prima riunione del tavolo sulla farmaceutica organizzato presso il Ministero dello Sviluppo economico in riferimento alle norme della Spending review che introducono la prescrizione del principio attivo.

Assogenerici ha quindi ribadito il suo giudizio positivo sulle norme sottolineando che, “peraltro,  adeguato ricorso ai farmaci equivalenti non soltanto costituisce una misura di risparmio per il cittadino e lo Stato, ma è anche un motore dello sviluppo del comparto nel suo insieme. Non è un caso se il livello degli investimenti in ricerca va di pari passo con la quota di mercato degli equivalenti:  questo vale per la Germania, ma soprattutto per gli Stati Uniti, il paese dove sia l’impiego dei generici sia gli investimenti in ricerca sono i più elevati al mondo”.

Hausermann ha però anche sottolineato come questa misura volta a sviluppare il mercato del generico venga “contraddetta da altre disposizioni”. La prima è quella che riguarda il coinvolgimento delle aziende del generico nel meccanismo del payback, vale a dire la restituzione alle casse dello Stato dell’eventuale sforamento del tetto di spesa fissato per la farmaceutica. “Non solo è irrazionale obbligare a questa restituzione chi già contribuisce a generare risparmi, ma è iniquo farlo senza fissare preventivamente, come avveniva in Inghilterra, un tetto massimo di profitto per ciascuna singola azienda sulla base di parametri concordati”.

“Chiediamo – ha aggiunto il vicepresidente di Assogenerici – che questa norma venga eliminata o quanto meno profondamente riconsiderata, altrimenti si rischia di affossare il settore che invece si ritiene di dover incoraggiare per ridurre la spesa sanitaria”.

L’altro aspetto cruciale, secondo l’associazione dei produttori di farmaci equivalenti. è quello del rilascio dell’Autorizzazione all’immissione in commercio dei generici, che una norma del decreto Balduzzi tornerebbe a legare alla scadenza del brevetto del farmaco originatore. “In realtà, l’Aifa, nel rilasciare l’autorizzazione, deve soltanto valutare qualità, sicurezza ed efficacia, non la vigenza del brevetto dell’originatore. Se così non è – ha spiegato Hausermann – si ritarda di mesi l’ingresso nel mercato del generico, con gravi danni per chi lo produce, certamente, ma anche per le Regioni che continuano inutilmente a pagare di più. Avviare le procedure di registrazione in anticipo significa poter essere pronti al momento in cui il brevetto scade. Giova ricordare, visto che sembra sia stato dimenticato, che la normativa comunitaria vieta espressamente di collegare le procedure di registrazione alla scadenza del brevetto”.
 
Anche in questo caso, Assogenerici chiede che la norma in questione venga ritirata.
 

13 Settembre 2012

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