AstraZeneca. Ema verso l’ok perché i benefici superano i rischi ma potrebbe lasciare agli Stati la decisione se porre o meno limitazioni all’uso

AstraZeneca. Ema verso l’ok perché i benefici superano i rischi ma potrebbe lasciare agli Stati la decisione se porre o meno limitazioni all’uso

AstraZeneca. Ema verso l’ok perché i benefici superano i rischi ma potrebbe lasciare agli Stati la decisione se porre o meno limitazioni all’uso
Mancano meno di 24 ore al verdetto di Ema sul vaccino dell’azienda anglo-svedese sospeso in molti Paesi europei. La discussione in seno al Prac è andata avanti serrata in tutti questi giorni e anche oggi è stato ribadito che “i benefici superano i rischi di effetti collaterali”. Ma da quanto trapela non sono stati sciolti tutti i dubbi su alcuni casi atipici di trombosi sui quali Ema continuerà a studiare. E quindi se il semaforo verde è certo, la possibilità che ogni singolo Stato possa decidere di porre limitazioni all'uso non si può escludere

A 24 ore di distanza dall’attesissimo verdetto dell’Ema sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca in relazione ai casi di eventi tromboembolici verificatesi in alcuni Paesi europei, trapela che l’Agenzia europea potrebbe lasciare ai singoli Stati la responsabilità su come usare il vaccino e se eventualmente porre limitazioni o indicazioni specifiche salvo inserire essa stessa alcune nuove avvertenze tra gli effetti collaterali rari.
 
Intendiamoci, quello che è certo, anche dai boatos della vigilia, è che l’Ema ribadirà che i benefici del vaccino AstraZeneca superano di gran lunga i rischi e del resto l’Ema non ha mai proposto la sospensione della vaccinazione che fino ad ora è sempre stata una decisione presa in piena autonomia dai singoli stati.
 
Ma che qualcosa vada approfondito e che la “promozione” di AstraZeneca non avverrà senza lasciare qualche elemento di dubbio, appare possibile.
 
Del resto la discussione del Comitato per la sicurezza dell'EMA (Prac) è stata serrata e anche la riunione conclusiva di domani si prospetta molto articolata.
 
Quello che preoccupa la stessa Ema sono infatti quelle forme molto particolari e atipiche di trombosi venosa cerebrale, con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine e che sono state segnalate in particolar modo in Germania su sei donne.
 
Il Prac ne ha parlato anche oggi ma da quanto trapela, pur continuando ad essere convinto che il vaccino sia sicuro e che non ci sia un rischio generale di tromboembolismo (Ema lo ha voluto ribadire nuovamente nel pomeriggio odierno in una nota stampa sottolineando che “i benefici del vaccino AstraZeneca, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superano i rischi di effetti collaterali”), non se la sentirebbe di escludere del tutto che questi eventi possano anche non essere un caso e che un legame con il vaccino non può essere escluso a priori e che per capirlo serviranno altri studi.
 
Insomma se il semaforo verde da parte di Ema è scontato, anche perché, lo ribadiamo ancora una volta, l’Agenzia europea non lo ha mai fatto diventare rosso, non è detto che tutti i dubbi potranno essere fugati già da domani.
 
Per capire meglio ed essere sicuri al 100% sull’esistenza o meno di una possibile relazione tra quegli eventi e il vaccino potrebbe servire più tempo, da qui la possibilità che domani in conferenza stampa l’Ema possa sottolineare, insieme al fatto che il vaccino è sicuro e che è bene che la vaccinazione riprenda il prima possibile ovunque, anche che ad ogni singolo Stato resta comunque la possibilità di decidere autonomamente come usare il vaccino AstraZeneca e di stabilire se prevedere o meno indicazioni limitative al suo uso e non è neanche quindi escluso che possa essere inserita una nuova avvertenze sugli effetti collaterali rari nel foglietto illustrativo
 
D’altra parte già sulla questione dell’età ottimale per il suo utilizzo l’Europa non ha scelto da subito una via comune con indicazioni anche molto diverse da un Paese all’altro.
 
E ora la storia potrebbe ripetersi, con la differenza che qualsiasi decisione in merito dovrà fare i conti con un’opinione pubblica molto preoccupata e disorientata nei confronti di questo vaccino.
 
Anche per colpa di decisioni troppo ondivaghe e altalenanti.
 
C.F. 

C.F.

17 Marzo 2021

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