Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti

Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti

Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti

Dall’autodiagnosi per HIV, epatite C e sifilide all’autocampionamento, fino alle piattaforme digitali e all’intelligenza artificiale. L’Organizzazione mondiale della sanità rilancia il ruolo dell’autocura come leva per ampliare l’accesso ai servizi, ridurre le disuguaglianze e raggiungere le popolazioni più vulnerabili.

L’autocura non è più soltanto una scelta individuale, ma una componente strategica delle politiche sanitarie globali.

È questo il messaggio che arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che rilancia gli interventi di self-care come strumento per rafforzare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di HIV, tubercolosi, epatiti virali, infezioni sessualmente trasmissibili e per promuovere il benessere mentale.

Il tema, richiamato in occasione della Giornata internazionale dell’autocura del 24 luglio, è stato anche al centro della 26ª Conferenza internazionale sull’AIDS (AIDS 2026) in corso a Rio de Janeiro. Secondo l’Oms, rendere le persone protagoniste della gestione della propria salute rappresenta una delle strategie più efficaci per colmare le lacune nell’accesso ai test, interrompere la trasmissione delle infezioni e avvicinare i servizi sanitari alle comunità più esposte.

“L’autocura rappresenta un importante passo avanti per rendere l’assistenza sanitaria più accessibile, personalizzata e integrata nella vita quotidiana delle persone”, ha affermato Tereza Kasaeva, direttrice del Dipartimento Oms per HIV, tubercolosi, epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili. L’invito rivolto ai Paesi è quello di ampliare la disponibilità di strumenti di autocura basati sulle evidenze scientifiche, così da offrire alle persone un maggiore controllo sulla propria salute.

Dai test fai da te ai servizi di prossimità

Le raccomandazioni dell’Oms spaziano dall’uso corretto del preservativo, considerato uno degli strumenti più efficaci per prevenire HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili, fino all’estensione dell’autocampionamento e dell’autodiagnosi.

L’Organizzazione raccomanda infatti i test autogestiti per HIV, epatite C e sifilide, mentre sostiene l’autocampionamento per lo screening di clamidia, gonorrea, papillomavirus umano e, in alcuni casi, anche per la diagnosi della tubercolosi nelle persone che non riescono a produrre espettorato. Soluzioni che consentono di ridurre le barriere all’accesso, offrendo modalità più discrete, semplici e confortevoli per effettuare gli accertamenti.

Un altro elemento ritenuto decisivo è la disponibilità locale dei servizi. L’Oms invita infatti a rafforzare modelli assistenziali che consentano di ricevere farmaci, test e attività di prevenzione direttamente nelle farmacie, nei servizi territoriali e nelle comunità, anche attraverso la distribuzione di terapie per periodi più lunghi, riducendo così gli accessi alle strutture sanitarie.

Un’unica porta di accesso per più servizi

L’integrazione dell’assistenza rappresenta un altro pilastro della strategia. L’obiettivo è offrire in un unico punto test, prevenzione, trattamento e presa in carico per HIV, sifilide, epatiti e tubercolosi, facilitando l’accesso soprattutto alle popolazioni vulnerabili, alle popolazioni chiave, ai loro partner e alle donne con i loro figli.

In questo scenario assumono un ruolo crescente anche le tecnologie digitali. L’Oms evidenzia infatti il contributo di piattaforme online, applicazioni mobili e assistenti sanitari basati sull’intelligenza artificiale, in grado di fornire informazioni validate, promemoria terapeutici, supporto ai percorsi di cura e servizi fruibili anche in forma anonima direttamente da casa.

Secondo Pascale Allotey, direttrice del Dipartimento Oms per la salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile, adolescenziale e dell’invecchiamento, gli strumenti di autocura consentono di costruire un’assistenza realmente integrata e centrata sulla persona, rafforzando la capacità dei sistemi sanitari di raggiungere chi è maggiormente esposto ai rischi e di tutelarne i diritti.

L’autocura va oltre i test

L’approccio promosso dall’Oms non si limita agli strumenti diagnostici o terapeutici, ma comprende anche pratiche quotidiane che contribuiscono al benessere generale. Tra queste figurano un’alimentazione equilibrata, utile anche per ridurre il rischio di infezioni opportunistiche nelle persone immunocompromesse, la gestione dello stress e della salute mentale attraverso reti di supporto, sonno adeguato e attività piacevoli, l’esercizio fisico regolare, il mantenimento dei contatti con i servizi sanitari e la telemedicina, oltre alla riduzione del consumo di tabacco e alcol per limitare i danni a carico del fegato e dell’apparato cardiovascolare.

Per l’Oms queste pratiche non eliminano le difficoltà sociali o economiche che molte persone affrontano, ma rappresentano strumenti concreti per migliorare la qualità della vita e favorire l’aderenza ai percorsi di prevenzione e cura.

“La cura di sé non è un’opzione aggiuntiva per i sistemi sanitari; è una strategia fondamentale per l’equità”, ha concluso Yogan Pillay, direttore dei programmi per tubercolosi e HIV della Fondazione Gates. “Ogni strumento che avvicina l’assistenza sanitaria alle persone rafforza la capacità di ampliare l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e di porre fine all’HIV, alla tubercolosi, all’epatite virale e alle infezioni sessualmente trasmissibili”.

29 Luglio 2026

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