Avastin/Lucentis. M5S: “Ministero Salute si costituisca parte in giudizio”

Avastin/Lucentis. M5S: “Ministero Salute si costituisca parte in giudizio”

Avastin/Lucentis. M5S: “Ministero Salute si costituisca parte in giudizio”
A chiederlo è la senatrice Michela Montevecchi che incalza Speranza: “Auspico quindi che il ministro della Sanità, nella persona di Roberto Speranza, così come la Presidenza del Consiglio, si costituiscano parte in giudizio poiché prima di tutto questa è una vicenda di diritto alla cura, di diritto alla salute che la nostra Costituzione ci chiede di garantire”.

"Ora, anche la Corte dei Corti del Lazio sembrerebbe aver accertato quella che fu sanzionato dall'Agcm nel 2014 come sospetto cartello farmaceutico ai danni del sistema sanitario e soprattutto della salute dei cittadini. Auspico quindi che il ministro della Sanità, nella persona di Roberto Speranza, così come la Presidenza del Consiglio, si costituiscano parte in giudizio poiché prima di tutto questa è una vicenda di diritto alla cura, di diritto alla salute che la nostra Costituzione ci chiede di garantire". Così, in una nota, la senatrice del MoVimento 5 Stelle, Michela Montevecchi.

"Far limitare la prescrizione del farmaco più economico (Avastin) a favore di quello ben più costoso (Lucentis) – prosegue – avrebbe procurato, secondo la Procura contabile, un danno 200 milioni di euro alle casse dell'erario regionale. I due farmaci in questione, entrambi usati per alcune malattie oculari, avrebbero infatti la stessa equivalenza terapeutica, eppure il primo non è stato inserito tra i prodotti rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale per una serie di 'ingiustificate limitazioni', come scrive la Corte, con un aggravio enorme sulla spesa pubblica. Come mai? Ai dirigenti di Aifa e i componenti della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia la Corte dei conti ha dato 60 giorni per raccontare la loro versione.  Intanto Roche – il colosso farmaceutico che assieme a Novartis è stato condannato dal Consiglio di Stato (e precedentemente dall'ACGM) al pagamento di 180 milioni di euro per aver 'artificiosamente differenziato i prodotti' e  'illecitamente ostacolato l'uso del farmaco' – ha impugnato la sentenza, riaprendo in questo modo un capitolo che credevamo chiuso.  Un'azione quella delle due multinazionali che potrebbe causare il blocco non solo delle azioni risarcitorie delle Regioni ma anche dei procedimenti penali che pare siano in corso nei confronti degli amministratori delegati. E che potrebbe avere incidenza anche nel giudizio finale della Corte dei Conti".
 

15 Novembre 2019

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