Bambini e influenza, i consigli dei pediatri contro le fake news

Bambini e influenza, i consigli dei pediatri contro le fake news

Bambini e influenza, i consigli dei pediatri contro le fake news

Nel format "Dottore ma è vero che" di Fnomceo, il pediatra Agostiniani (presidente Sip) sfata alcuni miti su virus, bambini e stagione invernale: in primis il mito del "freddo".

Il freddo non fa ammalare, non serve evitare di uscire per questo o coprire i più piccoli con cappelli, guanti e giacche pesanti. Fa chiarezza – con lo strumento anti-fake news della Fnomceo “Dottore ma è vero che” – Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di Pediatria (Sip). “Le basse temperature – ha spiegato – non rappresentino un pericolo per la salute dei più piccoli. Con le giuste precauzioni, anche i bambini piccoli possono e devono uscire all’aperto. Mi spaventa di più che i più piccoli siano tenuti a lungo in ambienti chiusi, spesso troppo riscaldati, con temperature superiori ai 20 gradi: una condizione poco fisiologica in inverno”.

Sono innumerevoli gli studi scientifici che mostrano come l’aumento nella diffusione dei virus respiratori nella stagione più fredda sia in realtà legato proprio al trascorrere più tempo in ambienti chiusi. Infatti, questa tipologia di virus si trasmette per la maggior parte per via aerea, tramite minuscole goccioline di saliva infette che, negli ambienti chiusi, è più facile intercettare. È proprio per questo che sono spesso scuole ed asili a diventare il veicolo delle infezioni per i bambini.

Gli spazi aperti, anche se più freddi, sono quindi più sicuri. Le persone hanno più spazio per distanziarsi e l’aria allontana le goccioline. In più, ha aggiunto il pediatra, il sole svolge una funzione “antibiotica” e disinfettante, in quanto i raggi diretti riducono la sopravvivenza dei virus. Infine, l’aria umida dell’esterno è molto meno favorevoli ai virus di quella secca degli ambienti riscaldati.

Venendo ora al corretto abbigliamento del bambino nella stagione invernale: resta valida la regola del vestirsi a strati, così da adattare l’abbigliamento alla temperatura che si incontra. “Viviamo in un Paese mediterraneo, non in condizioni climatiche estreme – ha ricordato Agostiniani –. A volte vedo bambini vestiti come se dovessero andare a sciare in città. Così si rischia l’effetto opposto: il bambino suda, si scalda troppo e invece di proteggerlo dal freddo lo metto a disagio”.

Fondamentale anche farli giocare all’aperto, per la salute fisica e mentale. “Il gioco furi favorisce lo sviluppo motorio, stimola le capacità cognitive ed emotive e aiuta a imparare le regole della vita sociale – si legge ancora -. Il freddo non riduce il bisogno dei bambini di muoversi e giocare. Anzi”. Bisogna che i bambini proseguano nel camminare e giocare fuori per favorire lo sviluppo dei loro muscoli e le competenze della vita quotidiana.

09 Gennaio 2026

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