Bambini vegetariani. Nessun problema se la dieta la fa il pediatra

Bambini vegetariani. Nessun problema se la dieta la fa il pediatra

Bambini vegetariani. Nessun problema se la dieta la fa il pediatra
Uno studio presentato nel corso delle Giornate Pediatriche “A. Laurinsich” a Parma mostra che nei bambini vegetariani non si registra alcun deficit nutrizionale. Ma per essere sicuri di garantire un corretto apporto di sostanze nutritive dovrebbe essere un pediatra esperto a “confezionare” la dieta.

Per la gran parte dei pediatri è una bestemmia costringere il proprio bambino, soprattutto se particolarmente piccolo, a un regime alimentare vegetariano. Tuttavia, escludere dalla propria dieta un elemento importante come la carne non dà grossi problemi. Almeno secondo uno studio illustrato dal presidente della Società Scientifica Nutrizionale Italiana Leonardo Pinelli nel corso delle Giornate Pediatriche “A. Laurinsich”, un evento organizzate dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Parma,.
La ricerca è stata condotta su bambini tra il primo e il secondo anno di vita che non erano controllati o seguiti nell’alimentazione dal pediatra, il cui parere era perlopiù contrario alla scelta vegetariana. I genitori si affidavano piuttosto alla loro esperienza o ricorrevano a libri o siti internet.
Nonostante gli errori compiuti dai genitori, però, tutti i bambini vegetariani osservati presentavano una crescita normale e nei 21 bambini sottoposti ad analisi di laboratorio, i valori dei micronutrienti sono risultati regolari. Solo in pochi casi si sono riscontrate alterazioni del ferro e della vitamina B12, in linea, comunque, col tipo di alimentazione comune in Italia.
I bambini che hanno preso parte allo studio provenivano dal Centro e dal Nord Italia e la scelta di un’alimentazione prettamente vegetariana era legata nel 60 per cento dei casi a un orientamento etico dei genitori, nel 32 per cento a motivi di salute, nel 4 per cento a motivi religiosi e, infine, per un altro 4 per cento, a motivazioni legate all’ambiente.
Lo studio suggerisce, secondo gli autori, che anche in età pediatrica, una dieta alimentare di tipo vegetariano non risulta dannosa per i bambini, anche se dovrebbe essere ben pianificata da pediatri esperti affinché possa essere sicura e valida per una buona crescita e uno sviluppo ottimale dei piccoli.
Le Giornate Pediatriche sono state anche occasione per ribadire l’importanza della frutta e della verdura nell’alimentazione dei più piccoli. “Una corretta alimentazione, iniziata fin dai primi anni di vita costituisce la migliore modalità per prevenire le più importanti cause di morbilità e mortalità, delle malattie cardiovascolari e di alcuni tumori della popolazione adulta”, ha spiegato Sergio Bernasconi, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Parma. Nonostante ciò, secondo i risultati di un recente studio presentato nell’incontro, tra gli adolescenti, soltanto il 43 per cento dei maschi e il 47 per cento delle femmine assume quotidianamente frutta e verdura.
Eppure non è difficile convincerli a mangiare questi alimenti. Basta conoscerne i gusti. Un’altra ricerca presentata a Parma mostra allora che molto dipende dall’età: fino a 6 anni le preferenze cadono su banane e spremute d’arance, dai 7 ai 12 anni su fragole e ciliegie, negli adolescenti invece è la spremuta d’arancia il vegetale preferito. 

22 Febbraio 2011

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