Bpco. Senior Italia FederAnziani su determine Aifa: “Siamo preoccupati. Intervenga Lorenzin”

Bpco. Senior Italia FederAnziani su determine Aifa: “Siamo preoccupati. Intervenga Lorenzin”

Bpco. Senior Italia FederAnziani su determine Aifa: “Siamo preoccupati. Intervenga Lorenzin”
Nel corso di un incontro con l'Aifa, Senior Italia ha espresso grande preoccupazione per la possibile riduzione dell’accesso alle cure per i pazienti affetti da patologie respiratorie, nonché per la determina che porterebbe a "ritenere nulle le differenze tra i farmaci in ambito farmacocinetico e le potenziali interazioni con gli altri farmaci, senza tener conto della comorbilità e del fatto che ogni paziente è diverso e reagisce diversamente ai farmaci".

Nella giornata di ieri i vertici di Senior Italia FederAnziani e dell’Agenzia regolatoria del farmaco Aifa si sono incontrati per fare il punto sulle due determine relative alla Bpco (Broncopneumopatia cronico-ostruttiva) e all’equivalenza terapeutica (458 del 31 marzo 2016). Senior Italia ha espresso grande preoccupazione per la possibile riduzione dell’accesso alle cure per i pazienti affetti da patologie respiratorie, nonché per la determina 458 del marzo scorso sull’equivalenza terapeutica, che di fatto porterebbe a ritenere nulle le differenze tra i farmaci in ambito farmacocinetico e le potenziali interazioni con gli altri farmaci, senza tener conto della comorbilità e del fatto che ogni paziente è diverso da un altro e reagisce ai farmaci in maniera diversa.

“In Italia il fenomeno della longevità di massa è in aumento – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – uno tsunami inarrestabile che deve e dovrà essere governato con la massima attenzione alfine di garantire la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. A tutti va ricordato che solo in Italia abbiamo il 21,7% di pazienti over 65, che fra soli 30 anni diventeranno il 32,5% della popolazione italiana, con una speranza di vita alla nascita attuale di 85,3 anni per le donne e 80,3 per gli uomini, con un incremento di 4 anni medi se proiettati nel 2045. Non solo, allo stato attuale il 74,8% della popolazione ricompresa nella fascia di età 65-74 anni ha almeno una patologia cronica, mentre per gli over 75 questa percentuale raggiunge l’85,2%. Poco meno del 48% dei pazienti tra i 65 e i 74 anni ha almeno due patologie croniche, percentuale che sale al 65,4% tra gli over 75. Da qui è logico pensare che di fronte a un’ampia popolazione perlopiù cronica la scelta prescrittiva dei farmaci più appropriati e consoni al singolo paziente debba essere indiscutibilmente compiuta dai camici bianchi. La federazione della terza età per nessun motivo permetterà che queste due delibere entrino mai in vigore senza una approfondita indagine conoscitiva, ovvero senza che sia sentito il parere di tutte le società scientifiche, al fine di poter procedere ad una determinazione concertata".

"Per questi motivi – prosegue Messina – facciamo appello al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, perché si interessi fattivamente alla questione, ritirando le determine, sospendendo le discussioni in atto all’interno dell’agenzia regolatoria, proponendo trasparenza nel processo e soprattutto interessando la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, alfine di farle partecipare alla discussione. Inoltre esprimiamo grande delusione nei confronti della maggior parte delle società scientifiche per il loro silenzio che costituisce di fatto un potenziale 'doppio tradimento': il primo per la mancata difesa della loro dignità personale e professionale in quanto medici, poiché nessuno può sostituirsi loro nell’atto prescrittivo; il secondo per aver consentito ai funzionari, attraverso le loro modalità 'impositive', potenzialmente di stracciare di fatto il contratto di fiducia tra medico e paziente, un contratto vissuto da sempre con grande soddisfazione da parte di noi pazienti".
 
"Per questo la federazione si sarebbe aspettata, negli ultimi mesi, migliaia di comunicati stampa e di prese di posizione a difesa della loro professione e di noi pazienti. Auspichiamo, quindi, che tutte le società scientifiche, fino ad ogni singolo medico, scrivano al Ministero della Salute e all’Aifa per ribadire il loro no senza se e senza ma a determine adottate con il solo principio ragionieristico, senza la conoscenza del territorio, delle distanze e dello stato di salute di ogni singolo paziente e soprattutto non in scienza e coscienza come da sempre avviene, assumendosi i medici la responsabilità dell’atto prescrittivo. Ringraziamo – conclude Messina – il Presidente dell’Aifa Mario Melazzini per l’accoglienza ricevuta e per l’apertura manifestataci. Confidiamo che il nuovo corso dell’agenzia sia sempre più rivolto alla concertazione di tutti gli attori e soprattutto alla definizione di percorsi trasparenti, dove tutti possano dare il loro contributo per continuare insieme ad avere uno tra i migliori servizi sanitari al mondo”.

19 Ottobre 2016

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