Cancro al polmone. Nuova cura con i farmaci nebulizzati. Meno rischi e più efficacia

Cancro al polmone. Nuova cura con i farmaci nebulizzati. Meno rischi e più efficacia

Cancro al polmone. Nuova cura con i farmaci nebulizzati. Meno rischi e più efficacia
Tramite la nebulizzazione i medicinali agiscono più in fretta e in maniera mirata sulle sole cellule tumorali. La nuova somministrazione studiata all'Università di Glasgow che assicura: "Con il nuovo metodo in grado di raggiungere le cellule malate senza toccare quelle sane".

Da ormai alcune decadi, da quando il tabagismo si è diffuso nel mondo, il carcinoma del polmone è stimato essere la più comune forma di cancro nel mondo, ed ha causato quasi 1,8 milioni di morti solo nel 2008. Da oggi però esiste un nuovo trattamento per i numerosi pazienti affetti dall'insieme delle neoplasie maligne che si originano nell'organo. Dall'Università di Strathclyde a Glasgow arriva infatti un metodo, meno rischioso e più efficace, per somministrare i farmaci: tramite un inalatore, che nebulizza i medicinali e tramite le vie respiratorie li convoglia direttamente dove nasce la patologia.
Attualmente le cure per questo tipo di neoplasie sono effettuate per via endovenosa. Ma questo comporta un grande rischio per gli altri organi: in particolare i reni possono venire fortemente danneggiati dai medicinali usati nel caso di cancro al polmone e mesotelioma (il tipo di neoplasia che si sviluppa dallo strato di cellule che riveste le cavità del corpo che contengono siero, come la pleura che riveste gli organi respiratori). Il nuovo metodo invece, consentirebbe ai farmaci non solo di agire in maniera più veloce, ma anche di evitare i pericolosi effetti collaterali appena elencati. La nebulizzazione, infatti, permette una somministrazione più blanda dei medicinali, senza che questo diminuisca i benefici: il metodo è diretto più nello specifico ai tessuti malati. “Fornendo i farmaci in forma vaporizzata, siamo in grado di raggiungere le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane. In questo modo il trattamento risulta anche meno debilitante e meno costoso per i pazienti e speriamo che possa anche farli vivere più a lungo.” ha detto Chris Carter, docente allo Strathclyde Institute of Pharmacy and Biomedical Sciences, e ricercatrice che ha condotto lo studio.
La scoperta potrebbe riguardare molti malati in tutta Europa: si stima infatti che l'incidenza più alta per questo tipo di carcinoma sia proprio in questa zona, con una diffusione di 57 casi ogni 100.000 abitanti. “Il fatto che stia crescendo la consapevolezza del rischio nella cittadinanza e che ci siano dei miglioramenti nel trattamento, non toglie che il cancro al polmone sia il tumore più diffuso al mondo. Questo vuol dire che perfezionare le terapie che già conosciamo e trovarne di nuove è ancora essenziale” ha concluso la Carter.
Laura Berardi
 

13 Ottobre 2011

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