Carcinoma prostatico. In arrivo la biopsia 3D. Presentata al congresso AURO

Carcinoma prostatico. In arrivo la biopsia 3D. Presentata al congresso AURO

Carcinoma prostatico. In arrivo la biopsia 3D. Presentata al congresso AURO
Dal XIX Congresso Nazionale della Associazione Urologi Italiani arriva una nuova risorsa per la diagnosi del tumore alla prostata: un software che permette di realizzare biopsie in 3 dimensioni, migliorando la precisione delle analisi e rendendo più facile la scelta del trattamento più adatto per ogni paziente.

Ad oggi un uomo su sei è a rischio: tra i tumori maschili il più frequente è quello alla prostata, che colpisce ogni anno 43 mila uomini, numero destinato a salire fino a 50 mila nuovi casi all’anno entro il 2030 con il costante invecchiamento della popolazione italiana. Per questo ogni nuovo strumento diagnostico è un passo in avanti importante. Oggi è stato fatto un altro di questi passi: è stato presentato nel corso del XIX Congresso Nazionale della Associazione Urologi Italiani a Genova uno strumento di biopsia in 3D che permetterà di arrivare ad analisi più puntuali e accurate consentendo una più efficace cura del tumore della prostata.
                                                      
Si tratta in particolare di un software che permetterà di migliorare l’attendibilità delle biopsie, il prelievo di cellule all’interno della ghiandola, fino a oggi insufficiente e poco precisa. La nuova tecnica lavora in 3 dimensioni con la possibilità di simulare il tragitto della biopsia, e di modificarlo all’occorrenza, registrandone ogni singolo step. La zona segnalata come la più sospetta compare come bersaglio, in modo da indirizzare verso il punto preciso da esaminare senza colpire altre zone.
 
Differentemente rispetto a quanto è avvenuto fino ad oggi con l’uso dell’ecografia, che fornisce una localizzazione della biopsia solo in 2 dimensioni, senza la registrazione del tragitto dell’ago, con questa nuova tecnica sarà possibile registrare quindi una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite, che permetterà di ricostruire con precisione la localizzazione e il volume del tumore. Questi dati, assieme al grado di malignità del tumore, contribuiscono in maniera decisiva a stabilire la categoria di rischio cui il paziente è esposto. Una volta stabilito con accuratezza il rischio, il trattamento sarà pianificato con maggiore efficacia, riducendone peraltro i possibili effetti collaterali. Le biopsie effettuate sinora non erano minimamente in grado di fornire lo stesso livello di affidabilità. “In altre parole di fronte ad un piccolo tumore a bassa malignità saremo più tranquilli a proporre come opzione anche la semplice vigile attesa, di fronte ad un tumore di 1-2 cm a malignità anche solo intermedia un trattamento chirurgico o radioterapico si renderà necessario”, ha affermato Paolo Puppo del Comitato scientifico AURO, responsabile dell’Urologia Oncologica dell’istituto Humanitas di Castellanza e Direttore del Centro di Eccellenza di Urologia dell’ASL Imperiese
 
Un risultato importante per limitare l’eccesso di trattamento. “Esistono tumori della prostata con comportamenti molto diversi tra loro: alcuni sono particolarmente aggressivi e necessitano di un trattamento molto tempestivo”, ha infatti spiegato Giario Conti, Presidente di AURO e Primario della Divisione di Urologia presso l’Ospedale Sant’Anna di Como tuttavia oggi sono diagnosticati anche molti tumori piccoli e non aggressivi, che potrebbero non svilupparsi clinicamente nell’arco di vita del paziente e quindi non richiedere una terapia curativa specifica. “Nella cura clinica del carcinoma prostatico esiste oggi un eccesso di trattamento”, ha poi aggiunto Puppo. “Non tutti i tumori della prostata meritano di essere trattati (con chirurgia, con radioterapia, con ormoni), il problema è di essere sicuri della diagnosi in modo tale da individuare con la miglior approssimazione i lupi e separarli dalle pecore.”

L’arrivo delle biopsie in 3D dunque, permettendo diagnosi più precise, consentirà l’indicazione di cure “su misura” per ogni paziente affinché ottenga il trattamento più adatto con i minori effetti collaterali possibili. Un importante passo avanti nella diagnosi del carcinoma prostatico.
 

22 Settembre 2012

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