Cardiochirurgia. Più Patient Blood Management, meno trasfusioni. Lo conferma il Position Paper del Cns-Agenas

Cardiochirurgia. Più Patient Blood Management, meno trasfusioni. Lo conferma il Position Paper del Cns-Agenas

Cardiochirurgia. Più Patient Blood Management, meno trasfusioni. Lo conferma il Position Paper del Cns-Agenas

Il documento realizzato da Centro nazionale sangue e Agenas evidenzia che una maggiore applicazione del Patient Blood Management è associata a una riduzione del consumo di emocomponenti, soprattutto negli interventi programmati, rafforzando il ruolo della gestione pre-operatoria del paziente

Ridurre le trasfusioni evitabili si può.

Lo dimostrano i risultati del progetto“Position Paper: applicazione delle strategie del Patient Blood Management (PBM) in cardiochirurgia”, realizzato dal Centro nazionale sangue (CNS) e dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari Regionali (Agenas), con il contributo non condizionante della Baxter SpA.

“Il Patient blood management è uno dei pilastri – afferma Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue – su cui poggia il futuro del Sistema trasfusionale per ottimizzare l’uso e far fronte alla richiesta crescente di emocomponenti. I risultati dello studio incoraggiano a proseguire nell’implementazione strutturata del PBM attraverso un approccio multidisciplinare condiviso con le principali società scientifiche”.

Il progetto è stato articolato in due fasi operative:

1. Una ricognizione dell’aderenza dei centri di cardiochirurgia italiana al PBM tramite una survey di sedici quesiti per analizzare le pratiche cliniche relative al PBM.

2. Un’analisi di correlazione lineare di Pearson tra aderenza al PBM e consumo di emocomponenti, ottenuti quest’ultimi attraverso una seconda survey. L’indice sintetico di aderenza al PBM dei centri cardiochirurgici intervistati, calcolato sui risultati della prima survey, è stato correlato ai consumi medi di globuli rossi e plasma, rilevati tramite la seconda survey per quattro tipologie di interventi (by-pass aorto-coronarico isolato; by-pass aorto-coronarico associato a procedura valvolare: doppia procedura valvolare mitro-aortica; procedure sull’aorta ascendente) nel triennio 2020-2022, distinguendo tra procedure programmate e urgenti.

 “I risultati della prima linea operativa – spiegano Marco Marchetti, dirigente dell’Unità Operativa Complessa di HTA di AGENAS e Daniela Catania, Analista HTA –  evidenziano che il PBM è sempre più integrato nella pratica dei centri italiani di cardiochirurgia, con buona adozione di strategie per ridurre sanguinamento e utilizzo di emocomponenti. I risultati della seconda linea operativa confermano che un maggior grado di aderenza al PBM è associato a una riduzione del consumo di emocomponenti con effetto più marcato negli interventi programmati, mentre nei contesti urgenti o complessi il PBM contribuisce a contenere variabilità ed eccessi trasfusionali”.

I dati dello studio, aggiunge ancora Teofili, sottolineano come “la gestione pre-operatoria del paziente, sia in termini di diagnosi e correzione dell’anemia, sia di prevenzione del sanguinamento peri-operatorio, siano essenziali per l’efficacia di un programma PBM”.

Il position paper è stato condiviso nel corso dell’ultima Riunione plenaria del sistema trasfusionale con i responsabili delle Strutture regionali di coordinamento, delle Associazioni di donatori e di pazienti e del Ministero della Salute.

02 Luglio 2026

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