Cardiologia. In Italia oltre 600mila persone con fibrillazione atriale

Cardiologia. In Italia oltre 600mila persone con fibrillazione atriale

Cardiologia. In Italia oltre 600mila persone con fibrillazione atriale
Il dato viene discusso a Catania, in occasione del “Mediterranean Cardiology Meeting”, che ha chiamato a raccolta oltre 1500 esperti e specialisti nell'ambito della cardiologia. Nel corso del convegno saranno presentati anche gli studi su nuovi anticoagulanti orali, come il Rivaroxaban.

Il Mediterraneo come filo conduttore che lega indissolubilmente salute, scienza e benessere. Questo il tema centrale dei lavori della decima edizione del "Mediterranean Cardiology Meeting" in programma a Catania dal 20 al 22 aprile 2013.

Oltre 1.500 tra ricercatori e specialisti, provenienti da ogni parte del mondo, si sono dati appuntamento nella città etnea per presentare le maggiori novità nell'ambito della cardiologia, soprattutto per quel che riguarda la prevenzione della fibrillazione atriale, la più comune fra le aritmie cardiache. Una patologia che riguarda in uguale misura maschi e femmine e che, dopo i 45 anni, si manifesta in 1 persona ogni 4 nel corso della restante vita. Si stima che il numero di individui affetti da aritmia sia di 3 milioni negli Stati Uniti e 5 milioni in Europa. In Italia i pazienti sono oltre 600mila con circa 120mila nuovi casi ogni anno.

“A Catania – spiega il prof. Michele Gulizia, presidente del “Mediterranean Cardiology Meeting” – presenteremo gli studi sui nuovi anticoagulanti orali da utilizzare anche nel campo della cardiopatia come il Rivaroxaban che, recentemente, ha ricevuto parere positivo all'approvazione in Europa anche per gli eventi atero-trombosici sui pazienti con sindrome coronarica acuta”.  Si tratta di una novità importante: sul piano pratico, eviterà gli effetti invalidanti del dosaggio dell'INR, un prelievo periodico, generalmente ogni 3-4 settimane, fatto per controllare il livello di coagulazione del sangue in base al quale ritarare ogni volta la nuova dose da assumere, come previsto dalla terapia tradizionale, utilizzata da oltre cinquant'anni, con il Warfarin, meglio noto con il nome di Coumadin.

“Oggi – aggiune Gulizia – è nostro compito riaffermare il ruolo centrale, per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari, svolto da quella che comunemente chiamiamo dieta mediterranea, ancor meglio dieta siciliana. Uno stile di vita sobrio, basato sul consumo di alimenti a bassissimo contenuto di colesterolo, ma ricchi di omega 3, (tonno fresco, pesce azzurro, verdura e frutta) che esaltano gli antagonisti ai radicali liberi, la prima causa del peggioramento dei depositi di colesterolo, agenti della formazione della placca aterosclerotica, alla base dell'infarto, dell’ictus, delle malattie cardiovascolari in generale oltre, ovviamente, alla lotta contro il fumo e l'alcol”.

L'Italia, in particolare quella del centro-Sud vista la maggiore prevalenza di obesi, deve riscoprire il valore di uno stile di vita che contempli il movimento e lo sport. “Per combattere le malattie cardiovascolari – conclude Gulizia – dovremo variare in maniera significativa il nostro modo di mangiare. Da anni mi batto a favore del consumo del pomodoro, che contiene licopene in grado di bloccare l'ossidazione dei lipidi, in modo da ridurre il rischio della formazione di placche causa di molti problemi cardiovascolari”.
 

21 Aprile 2013

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