Chemioterapia e infertilità maschile. Una speranza dalla crioconservazione delle staminali

Chemioterapia e infertilità maschile. Una speranza dalla crioconservazione delle staminali

Chemioterapia e infertilità maschile. Una speranza dalla crioconservazione delle staminali
Prelevare le cellule staminali spermatogoniali dai testicoli in giovane età e reimpiantarle dopo una cura avvenuta con successo, anche a distanza di decenni, non compromette la loro funzionalità. Questo il risultato di un test decennale su modello animale condotto negli Stati Uniti.

La menopausa precoce e l’infertilità indotta sono tra i problemi principali che si presentano ai pazienti che hanno sconfitto un cancro in età giovanile. Fino ad oggi è stato parzialmente possibile risolvere il problema femminile crioconservando ovuli e tessuto ovarico, che possono riuscire a restituire alle donne la possibilità di avere una gravidanza. Per gli uomini invece le opzioni disponibili sembravano minori. Fino ad oggi: l’Università della Pennsylvania ha infatti appena completato uno studio durato 14 anni che sembra dare speranza per il recupero della fertilità maschile. La ricerca è stata pubblicata suHuman Reproduction.
 
Per gli uomini la fertilità inizia con la formazione delle cellule staminali spermatogonialialla nascita, radicate nei tubuli seminiferi dei testicoli. Quando si arriva alla pubertà queste cominciano a replicarsi e si crea lo sperma: mentre di solito questo procedimento dura tutta la vita, quando ci si sottopone a radiazioni o chemioterapia i farmaci possono distruggere le cellule, rendendo l’uomo sterile. Questo rischio si presenta in almeno un ragazzo su tre che sopravvive ad un cancro in infanzia, ovvero 1 uomo ogni 5000 in età riproduttiva.
Ma secondo lo studio pubblicato oggi questo inconveniente può essere aggirato estraendo e congelando le cellule staminali spermatogoniali prima della cura, e reimpiantate in seguito, proprio come si fa per le donne con il tessuto ovarico. “Ci sono molte strutture che già oggi stanno cominciando a crioconservare cellule prelevate dai pazienti malati di cancro per usarle in un secondo momento”, ha spiegato Ralph Brinster, che ha condotto lo studio. “Ma la domanda a cui nessuno aveva ancora risposto era se una volta scongelate – dopo dieci anni di conservazione – le cellule staminali spermatogoniali avrebbero funzionato ancora. E questo è proprio quello che dimostra il nostro studio”.
Il team aveva infatti una grande quantità di materiale prelevato da topi, conigli e babbuini e crioconservato a partire dalla metà degli anni Novanta. Così gli scienziati hanno potuto verificare gli eventuali danni provocati dall’operazione di congelamento su vari tipi di animali, prima di procedere ai test sugli esseri umani. Dimostrando non solo che una volta reimpiantate nelle cavie le cellule staminali migravano nella giusta posizione nei testicoli, ma che queste cominciavano anche a produrre sperma capace di fertilizzare in vitro gli ovuli delle femmine. Uno dei topi usati nell’esperimento, una volta lasciato libero di vivere con cavie di sesso femminile è anche riuscito a fecondarne una naturalmente, producendo normalmente prole priva di problemi genetici.
“Prima di oggi nessuno aveva dimostrato che materiale congelato così tanto tempo fa potesse essere utilizzabile senza problemi”, ha commentato Brinster. “È un risultato promettente, che potrebbe funzionare anche sugli esseri umani”.
 
Laura Berardi

29 Marzo 2012

© Riproduzione riservata

L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché
L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché

Siamo ormai in piena stagione influenzale. La campagna annuale per la vaccinazione ha preso il via in tutto il Paese e attorno a noi iniziano a comparire i primi casi...

Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie
Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie

Il Governo prova a intervenire sulla governance della spesa farmaceutica, combinando un aumento delle risorse disponibili per gli acquisti diretti, un alleggerimento selettivo del payback per le aziende che investono...

Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”
Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”

"Finiamo il lavoro". È l'appello che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo...

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”
Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell'intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi...