Chirurgia plastica intima. Trend in aumento del 24% solo nel 2012

Chirurgia plastica intima. Trend in aumento del 24% solo nel 2012

Chirurgia plastica intima. Trend in aumento del 24% solo nel 2012
Secondo l’Acipe si tratta di uno degli ambiti che negli ultimi anni ha avuto una crescita maggiore, pur rimanendo un intervento di nicchia. Il monito degli esperti: “Ricorrere al bisturi per migliorare l'estetica dei genitali è una possibilità che deve essere valutata con moltissima attenzione”.

Ringiovanire anche "lì". La ricerca della perfezione estetica in una donna non riguarda più solo corpo e viso, ma anche le parti intime. Secondo i dati dell'Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), si tratta di uno degli ambiti che negli ultimi anni ha avuto una crescita maggiore: solo nel 2012 sono aumentati di quasi il 24% rispetto al 2011, pur rimanendo un intervento di nicchia.
Nel registrare questo trend, l'Associazione ha lanciato un monito: "Ricorrere al bisturi per migliorare l'estetica dei genitali è una possibilità che deve essere valutata con moltissima attenzione – ha detto Giovanni Botti, presidente di Aicpe – è necessario ponderare bene la possibilità di operarsi; l'intervento non deve essere affrontato con superficialità o solo perché è una 'moda'".

Importante è rivolgersi solo a chirurghi plastici esperti in questo tipo di interventi, in quanto si tratta di zone molto delicate, che richiedono un'accurata valutazione delle richieste delle pazienti e delle anomalie da correggere. "Ci vuole non solo esperienza, ma anche cautela nella programmazione degli interventi e precisione nei dettagli durante l'esecuzione. Negli ultimi due anni sono purtroppo aumentati i casi di pazienti già sottoposte a interventi che lamentano risultati scadenti, complicazioni e danni spesso difficilmente riparabili", ha affermato Gianfranco Bernabei, chirurgo plastico consigliere di Aicpe e presidente dell'Associazione Europea di Ringiovanimento e Chirurgia Plastica Estetica Genitale (Arpleg).

Trattandosi di zone intime, viene da chiedersi da dove nasca la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico. "I motivi principali derivano da una sorta di imbarazzo in alcune situazioni intime o quando si indossano certi tipi di costume da bagno – ha affermato Botti – la percezione di ciò che è normale deriva molte volte da quello che è di moda. E la moda oggi sembra richiedere la depilazione totale, situazione che rende più esposto – e visibile – ciò che di solito è nascosto. Depilare in modo totale o quasi le parti intime ha portato a porre attenzione sugli aspetti estetici del pube femminile, quindi a porre alcune richieste ad un chirurgo plastico".

Secondo il presidente di Aicpe però "operarsi solo perché è di moda o per compiacere il partner è del tutto sconsigliato". "Di solito alla base ci sono motivazioni psicologiche in alcuni casi accompagnate da un fastidio fisico. I problemi che possono derivare però da un intervento non correttamente eseguito in una zona così delicata sono però reali e anche seri", ha spiegato Botti.
Di certo, l'argomento è sempre più di attualità. "Nei mesi scorsi si è svolto negli Stati Uniti il primo simposio internazionale dedicato proprio alle tecniche di ginecologia plastica ed estetica – ha affermato Bernabei, invitato come chairman al simposio – si è discusso non solo di rischi e benefici degli interventi, ma si è insistito molto sull'aspetto etico, sulla validità delle indicazioni e sui risultati ingannevoli di alcune procedure. È stato inoltre riconosciuto il grande contributo fornito dalle tecniche di chirurgia plastica applicate alla chirurgia ginecologica, dando origine ad una forma combinata denominata 'ginecologia cosmetica – plastica' e 'combo chirurgia', facendo riferimento alla combinazione di chirurgia plastico-estetica ginecologica con la chirurgia vaginale riparativa e funzionale, che prevede la stretta collaborazione fra ginecologo, chirurgo plastico, proctologo, urologo".

Gli interventi più comuni
Le richieste riguardano principalmente interventi di labioplastica, ovvero per ridurre le piccole (a volte anche le grandi) labbra; vaginoplastica, per restringere la vagina, e iniezioni di acido ialuronico o grasso per ridare tono a grandi labbra che abbiano perso volume e turgore.
"L'aspetto delle piccole labbra vaginali naturalmente varia da donna a donna – ha spiegato Bernabei – in molti casi le piccole labbra di grandi dimensioni o asimmetriche sono congenite, in altri i cambiamenti del loro aspetto si manifestano dopo i parti o nel corso degli anni. Alcune donne richiedono un intervento di labioplastica esclusivamente per ragioni estetiche, ritenendo erroneamente che le piccole labbra corte siano un segno di giovinezza, altre lamentano disagi o irritazioni che si possono risolvere riducendo le piccole labbra".

L'intervento più comune tra le pazienti che hanno partorito è la vaginoplastica, il ringiovanimento vaginale che normalmente è richiesto per risolvere i sintomi legati al rilassamento perineale e del canale vaginale posteriore e per migliorare la funzione e l'attività sessuale. Diverse sono le tecniche chirurgiche possibili, tutte con l'obiettivo di stringere l'interno del canale vaginale e modificarne l'apertura.
I ringiovanimenti vulvari hanno lo scopo di migliorare l'aspetto esterno dei genitali femminili per renderli più gradevoli, aumentando l'autostima della donna. Si esegue anche la liposcultura del mons pubis e delle grandi labbra, tramite tecniche di lipoaspirazione e tecniche di innesto di grasso autologo. Richiesta normalmente dalle giovani donne legate alle culture che esigono la verginità della donna (quindi ragioni di tipo sociale o religioso) è invece l'imenoplastica per la ricostruzione dell'imene.
 

20 Marzo 2013

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