Chirurgia protesica robotica d’anca. Primo intervento in Europa a Verona

Chirurgia protesica robotica d’anca. Primo intervento in Europa a Verona

Chirurgia protesica robotica d’anca. Primo intervento in Europa a Verona
Non uno ma già due interventi di sostituzione di protesi con chirurgia robotica sono stati effettuati da Piergiuseppe Perazzini e il suo team presso la Casa di Cura San Francesco: la procedura era stata finora utilizzata solo negli Stati Uniti, dove l’ha imparata anche il medico a capo dell’équipe.

È stato condotto in Italia, presso la Casa di Cura San  Francesco di Verona, il primo intervento di chirurgia protesica d’anca robotizzata eseguito al di fuori degli Stati Uniti. In realtà si tratta di due interventi, di sostituzione protesica d’anca, che sono stati condotti da un team guidato da Piergiuseppe Perazzini.
 
La chirurgia protesica d’anca robotizzata rappresenta la forma più avanzata ed innovativa del trattamento sostitutivo di questa complessa articolazione. Gli interventi sono stati possibili solo grazie alla dotazione di tecnologia della clinica, che ha adottato il sistema robotizzato RIO della Mako Surgical per la chirurgia protesica del ginocchio e dell’anca.
Perazzini, che ha pluriennale esperienza nella chirurgia protesica robotica, aveva già introdotto nel Gennaio del 2011 questa metodica nell’ambito della chirurgia protesica del ginocchio. L’innovativa metodica per la chirurgia protesica robotica dell’anca, era stata invece introdotta solo negli Stati Uniti nel 2012, dove lo stesso Perazzini ha l’ha imparata, presso  il Centro di Chirurgia Robotica dell’azienda Mako di Fort Lauderdale e la clinica ortopedica diretta dal Dott. Jon Dounchis a Naples in Florida. La tecnica consente di raggiungere un’alta precisione chirurgica e permette così un corretto funzionamento biomeccanico dell’impianto. Rispetto alla metodica tradizionale elimina la sintomatologia dolorosa legata alla mobilizzazione dell’impianto a breve-medio termine, conseguente al cattivo funzionamento della protesi. La precisione della tecnica minimizza anche il rischio di dismetrie (differenze di lunghezza) degli arti inferiori.
 
Grazie a questa metodica il team ha potuto impiantare con successo due artroprotesi d’anca in altrettanti pazienti affetti da coxartrosi. La nuova metodica consiste in un software innovativo che guida un braccio robotico ad alta precisione manovrato direttamente  dal chirurgo. Questa metodica riduce al minimo il margine di errore nel posizionamento della protesi, principale causa di instabilità e di lussazioni, con frequente necessità di reintervento. “Questo evento rappresenta un passo avanti notevole nel campo della chirurgia protesica d’anca, poiché la procedura robotizzata permette di operare i pazienti in modo più preciso ed efficace”, ha spiegato Perazzini. “La possibilità di intervenire in modo più mirato determina percentuali di guarigione migliori, pazienti più soddisfatti ed attivi e, potenzialmente, un ridimensionamento della spesa economica e sociale per la gestione delle complicanze di questi interventi”.
Aldo Cerruti, Presidente di Ab Medica S.p.a., azienda distributrice del Sistema Mako in Italia, ha poi aggiunto, a commento dell’importante risultato: “Questi interventi, primi in Europa, rappresentano un importante primato, e il motivo per cui bisogna continuare ogni giorno a credere e investire nelle tecnologie medicali più avanzate.”

17 Gennaio 2013

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