Cisti ed ernie possono far scattare allarme esplosivi negli aeroporti

Cisti ed ernie possono far scattare allarme esplosivi negli aeroporti

Cisti ed ernie possono far scattare allarme esplosivi negli aeroporti
In molti grandi aeroporti i raggi X sono stati sostituiti negli ultimi anni da dispositivi che usano frequenze radio per rilevare oggetti sospetti nei viaggiatori. E se una ciste emerge dalla pelle o attorno a essa appare una massa solida, lo scanner evidenzia il rigonfiamento sospetto e fa scattare l’allarme esplosivi

(Reuters Health) – Gli scanner aeroportuali evidenziano masse solide sulla superficie corporea di una persona e/o nei suoi vestiti. Se una ciste emerge dalla pelle o attorno a essa appare una massa solida, lo scanner evidenzia il rigonfiamento sospetto e fa scattare l’allarme esplosivi. Lo stesso non accade con le cisti di piccole dimensioni. A pubblicare la notizia è la rivista JAMA Dermatology.

“In un aeroporto statunitense, una viaggiatrice con un comune tipo di cisti della pelle è stata sottoposta a controlli da parte delle autorità aeroportuali di” racconta il suo medico, Warren Heyman, ricercatore presso la Cooper Medical School dell’Università di Rowan a Camden, New Jersey. Anche un uomo con un’ernia protusa nell’area inguinale è stato fermato e sottoposto a un esame genitale” aggiune Heymann.
 
“Non vi sono dati su quanti viaggiatori potrebbero essere stati protagonisti di incidenti come quello della donna con la ciste o dell’uomo con l’ernia” afferma Mahadevappa Mahesh, membro della commissione medico-fisica dell’ American College of Radiology. – È più comune per i pazienti a cui è stato iniettato o hanno ingerito un materiale radioattivo per esami di medicina nucleare possano essere segnalati per un controllo aeroportuale, poiché se viaggiano poco dopo questi esami potrebbero essere rilevate radiazioni”.”Se si ha una grande lesione esterna della pelle, sarebbe prudente farsi fare una nota dal medico prima di viaggiare”, conclude David Brenner, ricercatore in radiologia presso il Columbia University Medical Center di New York.
 
Fonte: JAMA Dermatology

Lisa Rapaport

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

09 Settembre 2016

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