Coronavirus. Boston Scientific: gratis sistema HeartLogic

Coronavirus. Boston Scientific: gratis sistema HeartLogic

Coronavirus. Boston Scientific: gratis sistema HeartLogic
Per i cardiologi e i pazienti potatori di defibrillatori, Boston Scientific lancia l’iniziativa #IoRestoaCasa con HeartLogic, per assicurare, malgrado la chiusura temporanea degli ambulatori di elettrofisiologia e scompenso cardiaco, la qualità e continuità delle cure ai pazienti, a supportare il lavoro dei medici, a evitare il sovraffollamento ospedaliero

Tutti i cardiologi che abbiano in cura pazienti portatori di defibrillatori Boston Scientific possono attivare gratuitamente il sistema Heartlogic, che segnala con oltre un mese di anticipo la possibile insorgenza di un episodio acuto di scompenso, permettendo di intervenire per tempo per scongiurare l’aggravarsi della condizione clinica del paziente.
 
Il sistema, validato da numerosi studi clinici internazionali, si basa su un algoritmo che “integra” i dati rilevati dai sensori – collocati sul dispositivo impiantato – che valutano i toni cardiaci, la frequenza e il volume respiratorio, l’impedenza toracica, la frequenza cardiaca, l’attività fisica.
 
In caso di variazioni anomale del trend numerico rispetto ai valori standard, tipiche del peggioramento dell’insufficienza cardiaca, Heartlogic le segnala tempestivamente, consentendo ai medici di intervenire prima che la situazione clinica possa degenerare.
 
Secondo lo studio clinico “multiSense” il sistema ha evidenziato la possibile insorgenza di insufficienze cardiache con un anticipo di 34 giorni e nel 70% dei casi.
 
L’iniziativa solidale di Boston Scientific prevede anche di potenziare i servizi di telemedicina e di monitoraggio remoto messi a punto da numerosi Centri Ospedalieri.
 
Ai cardiopatici non ancora inseriti nei programmi di controllo a distanza verrà fornito gratuitamente, con spedizione diretta al domicilio, il “comunicatore”, cioè il piccolo dispositivo che consente anche ai singoli pazienti di tenere sotto controllo la propria situazione cardiaca e di tenersi in costante collegamento con il Centro cardiologico di riferimento. Così da “restare a casa” in condizioni di sicurezza, contribuendo responsabilmente al decongestionamento delle strutture ospedaliere e prevenendo la proliferazione del contagio.

21 Marzo 2020

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