Coronavirus. Cittadinanzattiva sul web contro bufale e speculazioni

Coronavirus. Cittadinanzattiva sul web contro bufale e speculazioni

Coronavirus. Cittadinanzattiva sul web contro bufale e speculazioni
L'associazione ha attivato una sua pagina web con l’obiettivo di mettere a sistema informazioni da fonti certificate. Sedi regionali a disposizione dei cittadini, una mail di riferimento per segnalare truffe e speculazioni. E agli Uffici scolastici un appello: sapone e più igiene nelle scuole.

Informazioni utili per i cittadini, fake news e falsi miti, provvedimenti regionali e nazionali, guide utili e video di esperti, fra cui Paolo Biasci (Presidente Fimp), Marco Cossolo (Presidente Federfarma), Pier Luigi Lopalco (Professore Università di Pisa), Stefano Vella (Professore Università Cattolica Sacro Cuore).
 
Cittadinanzattiva lancia la sua pagina web di approfondimento sul Coronavirus, in costante aggiornamento.

Abbiamo deciso, con questo spazio, di mettere a sistema informazioni che vengono da fonti certificate, anche per impedire che ci siano fake news e speculazioni di ogni genere sulla pelle dei cittadini, come troppe volte accaduto e come sta accadendo in queste ore. Ringraziamo i medici di medicina generale della Fimmg, i farmacisti di Federfarma e i pediatri della Fimp, e gli altri esperti che ci stanno fornendo contenuti e una serie di tutorial per aiutarci a spiegare ai cittadini cosa sta accadendo e quello di cui dobbiamo preoccuparci, ma soprattutto di cosa non dobbiamo preoccuparci”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Ci preme sottolineare sia una buona che una cattiva notizia – ha affermato Gaugioso – da una parte, la grandissima compostezza con cui i cittadini, a partire dalle aree interessate dai focolai, stanno affrontando questa situazione nuova che crea grandi timori ed incertezze, così come la straordinaria dedizione di medici e professionisti del Ssn. La cattiva notizia riguarda invece il fatto che una volta di più sembra che il dibattito su alcuni temi sia ideologico e fuorviante, ad esempio su come vada gestita una emergenza dal punto di vista istituzionale. Mentre si può discutere di federalismo o centralismo in condizioni ordinarie, con le proprie legittime differenze di opinione, dovrebbe essere ovvio che in condizioni straordinarie ci debba essere un solo soggetto titolare non solo del coordinamento, ma di una vera funzione di gestione a 360° di tutte le fasi”.


 


“Le vicende di queste ore – prosegue – stanno facendo emergere i limiti della nostra architettura istituzionale, che va adeguata per la gestione delle emergenze che, ripetiamo, non possono essere gestite con approcci e in luoghi diversi: occorre, al contrario, una catena di comando chiara, semplice e efficace, e non una continua contrattazione tra troppi poli di responsabilità. Va in questa direzione l’impegno del Ministro della Salute, del Capo della Protezione Civile così come della Presidenza del Consiglio per assicurare un approccio unitario e efficace alla situazione emergenziale. Un approccio che ci auguriamo sia adottato in possibili, ancorché non augurabili, future occasioni”.
 
Cittadinanzattiva mette anche a disposizione i numeri telefonici delle proprie sedi regionali nelle zone interessate dai focolai, nonché una mail [email protected] per ricevere segnalazioni su truffe e speculazioni legate all’emergenza coronavirus, come quella dei finti operatori sanitari che si presentano a domicilio per sottoporre le persone ai tamponi o delle mascherine e gel igienizzanti i cui prezzi sono schizzati alle stelle.
 
Per quanto riguarda le scuole, Cittadinanzattiva, in una lettera inviata oggi agli Uffici scolastici regionali e provinciali nonché ai Ministeri dell’Istruzione e della Salute, chiede di dotare le classi di dispenser di sapone e di asciugamano di carta o elettrici, attingendo ai fondi di istituto o ai contributi volontari delle famiglie. Andrebbero inoltre effettuate pulizie straordinarie nelle classi. Per garantire la continuità didattica per gli studenti negli istituti attualmente chiusi, andrebbero adottate le metodologie di didattica a distanza, già operative in alcune scuole e al vaglio delle misure che il Ministero dell’Istruzione ha annunciato di voler estendere a tutte le scuole delle zone colpite dai focolai.

26 Febbraio 2020

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