Coronavirus. Giovedì nuova riunione del Comitato Oms per decidere se sancire lo stato di “Emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale”

Coronavirus. Giovedì nuova riunione del Comitato Oms per decidere se sancire lo stato di “Emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale”

Coronavirus. Giovedì nuova riunione del Comitato Oms per decidere se sancire lo stato di “Emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale”
Sul tavolo la decisione finora sempre rimandata, anche per una spaccatura in seno alla Commissione, sulla decretazione di emergenza sanitaria internazionale (PHEIC) prevista dal Regolamento sanitario internazionale del 2005. Se il Comitato deciderà in tal senso scatteranno una serie di raccomandazioni che dovranno essere adottate in primis dalla Cina e dagli Stati coinvolti dall'epidemia. Dal 2009 ad oggi ci sono state cinque dichiarazioni di PHEIC.

Domani (Giovedì 30 gennaio), si riunirà nuovamente, dopo la due giorni della scorsa settimana, il Comitato di emergenza per il nuovo coronavirus (2019-nCoV) dell’Oms ai sensi del Regolamento sanitario internazionale (IHR 2005).
 
L'incontro dovrebbe iniziare alle 13:30 ora di Ginevra. Il Comitato dovrà indicare la sua posizione sul fatto se l'epidemia costituisca o meno un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale (PHEIC) e conseguentemente delineare quali raccomandazioni dovrebbero essere formulate per gestire la situazione.
 
La decisione finale spetterà comunque al Direttore Generale dell'Oms e sarà resa pubblica sul sito Web dell'OMS e attraverso una conferenza stampa.
 
Un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale si verifica in presenza di una situazione “grave, improvvisa, insolita o inattesa” ed è definita dall’Oms come "un evento straordinario che si manifesta quando costituisce un rischio per la salute pubblica anche per altri Stati attraverso la diffusione internazionale delle malattie e quando richiede una risposta internazionale coordinata”. 
 
Una volta sancita l’emergenza internazionale scattano le annesse raccomandazioni temporanee che comprendono le misure sanitarie da attuare da parte dello Stato oggetto dell’emergenza e dagli altri Stati coinvolti, per prevenire o ridurre la diffusione internazionale di malattie.
 
Dal 2009 ci sono state cinque dichiarazioni PHEIC: per la pandemia di H1N1 (o influenza suina) del 2009, per la polio del 2014, per l'epidemia del 2014 di Ebola nell'Africa occidentale, per l'epidemia di virus Zika 2015-2016 e, a partire dal 17 luglio 2019, per l'epidemia di Kivu Ebola iniziata nel 2018.
 
La SARS, il vaiolo, la poliomielite di tipo selvaggio e qualsiasi nuovo sottotipo di influenza umana sono automaticamente PHEIC e non richiedono una decisione ai sensi del Regolamento sanitario internazionale per dichiararli come tali.
 
Come sappiamo, nel caso del nuovo Coronavirus il Comitato di emergenza dell'Oms del 22 e 23 gennaio non aveva trovato una posizione univoca, spaccandosi sulla valutazione del rischio tra chi voleva subito la PHEIC e chi riteneva prematura tale decisione. Prevalsero i secondi, decidendo di rimandare la scelta in attesa dello sviluppo della situazione. La Commissione suggerì anche una terza via con la possibilità di adottare una allerta internazionale più "soft" rispetto alla PHEIC. Domani sapremo quale linea prevarrà.

29 Gennaio 2020

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