Coronavirus. I medici di famiglia si organizzano per ridurre il rischio contagio. Ma per i farmacisti è più difficile

Coronavirus. I medici di famiglia si organizzano per ridurre il rischio contagio. Ma per i farmacisti è più difficile

Coronavirus. I medici di famiglia si organizzano per ridurre il rischio contagio. Ma per i farmacisti è più difficile
Triage telefonico, visite solo su appuntamento, e un accordo fra colleghi: “Se uno di noi dovesse essere contagiato, la nostra segreteria dirotterà i nostri pazienti al collega che ci sostituisce. In questo modo il paziente non sarà abbandonato”, spiega il segretario provinciale Fimmg Treviso Brunello Gorini. Anche le farmacie aumentano le precauzioni, “ma nessuno ci ha fornito sistemi di protezione individuali. Cerchiamo mantenere la distanza di sicurezza con i nostri clienti ma non sempre può bastare”, denuncia Franco Gariboldi Muschietti di Farmacieunite.

Oltre 6 mila tamponi eseguiti in Veneto, 116 i casi positivi al test alla 27 febbraio, due morti e due contagiati già dimessi. Questi i numeri della Regione Veneto aggiornati ieri sera. Le persone croniche e, quindi, più a rischio, possono usare la ricetta elettronica, facendo richiesta di approvvigionamento delle medicine direttamente al proprio medico di famiglia via filo per poi recandosi direttamente nelle farmacie. Con l’emergenza Coronavirus gli operatori sanitari sono ad alto rischio infezioni, per cui per i MMG, sono cambiati i protocolli di intervento.
 
“All’indomani del primo caso di Coronavirus – spiega il Segretario Provinciale di Treviso FIMMG Brunello Gorini – è stata attivata il triage telefonico. Le visite negli ambulatori dei medici di medicina generale, ad oggi, vengono fatte solo su appuntamento. Ora se un paziente vuole prenotate una visita, per prima cosa deve rispondere ad un questionario che ci permette di capire se un paziente può o meno accedervi nell’ambulatorio, se dal triage telefonico il paziente risulta essere potenzialmente infetta da Covid-19, il medico per prima cosa interloquisce direttamente col paziente mediante una video chiamata (dove possibile). Poi, dopo una prima valutazione del paziente, il medico deciderà se tenerlo in quarantena a casa. I miei tre pazienti, che oggi giorno sono in quarantena a casa, sono stati ben informati che se durante il periodo dei 14 giorni di durata dell’isolamento, dovesse cambiare il quadro sintomatologico, verranno immediatamente presi in carico dal servizio sanitario regionale. Questi pazienti sanno che per loro sono reperibile con una linea sempre libera 24 ore su 24 e per sette giorni su sette. Con i tre pazienti abbiamo fissato degli orari prestabiliti dove ci telefoniamo almeno quattro volte al giorno".
 
Gorini spiega che è stato anche fatto un accordo fra i colleghi di medicina generale: "Se uno di noi dovesse essere contagiato dal Coronavirus e quindi dovesse essere messo in quarantena o dovesse essere ricoverato all’ospedale, la nostra segreteria dirotterà i nostri pazienti al collega che ci sostituisce, con le stesse modalità che abbiamo detto. In questo modo il paziente non sarà abbandonato ed il medico non sarà contagiato. Personalmente posso affermare che questo servizio messo in piedi così com’è, sta funzionando molto bene”.

Per la categoria dei farmacisti, il sindacato di Farmacieunite presidiata dal Dr. Franco Gariboldi Muschietti evidenzia come questa categoria di fronte all’emergenza Coronavirus sia ancora priva di sistemi di protezione: “La nostra categoria, assieme a quella dei medici di medicina generale, siamo il punto di riferimento più vicino ai cittadini, a maggior ragione in piena emergenza sanitaria. Spiace constatare che a noi nessuno ci abbia fornito sistemi di protezione individuali. Stiamo lavorando con i guanti e disinfettiamo i banconi anziché due volte al giorno, cinque-sei volte al giorno, cerchiamo mantenere la distanza di sicurezza con i nostri clienti ma non sempre può bastare e, quindi, ad oggi i farmacisti sono senza alcuna protezione individuale diventando soggetti ad alto rischio che se, si dovesse verificare un contagio fra di noi dovremmo metterci in quarantena tutti quanti e chiudere la farmacia. Speriamo che al più presto siano prese misure di prevenzione più proporzionate al rischio anche per noi che distribuiamo farmaci a persone malate o potenzialmente infettate da Covid-19”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

28 Febbraio 2020

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