Coronavirus. Nel Lazio nessun nuovo caso

Coronavirus. Nel Lazio nessun nuovo caso

Coronavirus. Nel Lazio nessun nuovo caso
L’ultimo bollettino dello Spallanzani spiega che negli ultimi giorni non sono stati registrati nuovi casi positivi al virus, ad eccezione della Signora cinese, che con il marito sono stati i primi due pazienti accertati in Italia. In totale, ad oggi sono stati valutati presso l’accettazione del presidio 114 pazienti. Di questi, 75, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Trentanove sono i pazienti tutt’ora in osservazione. I casi accertati nel Lazio, ad oggi, sono 3 di cui 1 guarito.

“Tutti i test di ricerca del nuovo coronavirus effettuati in questi giorni sono risultati negativi, ad eccezione della Signora cinese, ancora in terapia intensiva ma con condizioni stabili, vigile ed orientata e con respiro autonomo e ripresa dell’alimentazione. Il marito, tuttora ricoverato in regime ordinario, prosegue il percorso di riabilitazione”. Lo rende noto il bollettino di oggi dello Spallanzani di Roma.

Nella nota si spiega che ad oggi sono stati valutati presso l’accettazione del presidio 114 pazienti. “Di questi, 75, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Trentanove sono i pazienti tutt’ora ricoverati”.

Lo Spallanzani fa poi sapere che è stato formalizzato un accordo con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che prevede, nell’ambito di una estensione della già vigente collaborazione, la presa in carico dei bambini accompagnati dai genitori, con sintomatologia riferibile alla infezione da nuovo coronavirus.


 


Intanto ieri l'assessore alla Salute Alessio D'Amato, in una nota per fare il punto, ha richiamato la popolazione alla calma. "Sono risultati negativi al COVID-19 tutti i test effettuati nella giornata odierna presso l'istituto Spallanzani di Roma. Nel Lazio ad oggi non vi è nessun caso autoctono. Abbiamo una delle migliori reti infettivologiche a livello nazionale che sta lavorando h24 per garantire la tutela della salute dei cittadini. Rivolgo un invito per abbassare i toni perché vi è una pressione insostenibile sui medici e sulle strutture sanitarie", sono le parole di D'Amato.

24 Febbraio 2020

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