Coronavirus. Patto per la professione medica: “Inaccettabili le polemiche del governo su ospedale di Codogno”

Coronavirus. Patto per la professione medica: “Inaccettabili le polemiche del governo su ospedale di Codogno”

Coronavirus. Patto per la professione medica: “Inaccettabili le polemiche del governo su ospedale di Codogno”
La rappresentativa dei sindacati CIMO, FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALSMedici-ANMDO e CIMOP, esprime “totale solidarietà ai colleghi dell’Ospedale di Codogno (criticato nei giorni scorsi dal premier Conte ndr.) che hanno operato e continuano ad operare in condizioni di emergenza reale, con professionalità e abnegazione nel rispetto di tutte le disposizioni di legge e di tutti i protocolli nazionali ed internazionali”. 

“Vicinanza e sostegno incondizionato ai medici dell’Ospedale di Codogno e delle “zone rosse”, insieme a una netta stigmatizzazione delle affermazioni del presidente del Consiglio Conte sulla stessa struttura ospedaliera, foriere di inutile sfiducia sul lavoro delle strutture sanitarie e dei medici del nostro Paese”. Con questi principali messaggi il Patto per la Professione Medica, rappresentativa dei sindacati CIMO, FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALSMedici-ANMDO e CIMOP, esprime “totale solidarietà ai colleghi dell’Ospedale di Codogno – dalle direzioni sanitarie, ai reparti e ai servizi tutti – che hanno operato e continuano ad operare in condizioni di emergenza reale, con professionalità e abnegazione nel rispetto di tutte le disposizioni di legge e di tutti i protocolli nazionali ed internazionali”. 
 
“A testimoniare l’efficienza e l’efficacia dei provvedimenti assunti dai medici della struttura ospedaliera – si legge in una nota – basta la ricostruzione dei fatti accaduti a Codogno con il paziente 1: presentatosi in ospedale il 18 febbraio senza offrire alcun criterio che avrebbe potuto identificarlo come “caso sospetto” secondo le indicazioni della circolare ministeriale del 27 gennaio 2020, lo stesso paziente rifiuta la proposta prudenziale di ricovero;  l’intuizione clinica del collega rianimatore di turno permette l’attivazione, all’atto del successivo ricovero, di tutte le procedure di protezione, ancora in assenza di una diagnosi certa di infezione da Coronavirus”.
 
“Come rappresentanti dei medici, – prosegue il comunicato – dalla nostra specifica prospettiva consideriamo del tutto inopportune le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte, che aveva affermato come “la gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione".  Non solo per parole che risultano approssimative e non circostanziate ma soprattutto perché simili affermazioni delle istituzioni rischiano di creare sfiducia nei cittadini sul lavoro delle nostre strutture sanitarie e dei nostri professionisti, impegnati in prima linea, costantemente e senza riserve, a fronteggiare l’attuale emergenza”.
 
“In questi lunghi anni di crisi economica e politica – rimarcano i sindacati – la sanità italiana è riuscita, nonostante la totale disattenzione istituzionale alle necessità dei lavoratori e delle strutture sanitarie pubbliche, a garantire adeguati standard di assistenza ai cittadini e ad affrontare – come si vede chiaramente – le emergenze. E questo grazie al grande sacrificio dei medici e di tutti gli operatori sanitari, spesso privi di sistemi di protezione individuale e con armi “spuntate” dai tagli strutturali di questi anni al nostro servizio sanitario nazionale, a sua volta indebolito da venti diverse gestioni regionali”.  
 
“Non solo – conclude la nota – sono dunque inaccettabili certe affermazioni della politica o affrontare l’attuale emergenza sanitaria scaricando le responsabilità su chi opera ogni giorno in prima linea pur senza la necessaria sicurezza all’interno del proprio luogo di lavoro, ma deve finalmente essere chiaro che il rilancio del sistema sanitario e il sostegno ai medici sono una priorità nazionale e politica da affrontare con la massima urgenza”.

27 Febbraio 2020

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