Coronavirus. Smi chiede indicazioni operative per l’attività medica quotidiana sul territorio

Coronavirus. Smi chiede indicazioni operative per l’attività medica quotidiana sul territorio

Coronavirus. Smi chiede indicazioni operative per l’attività medica quotidiana sul territorio
In una lettera inviata a Assessori e Presidenti delle Regioni, Sindaci e Presidenti degli Ordini dei Medici lo Smi chiede anche “di prendere parte, come rappresentanza della categoria, ai tavoli regionali Task Force emergenza ncov-19, per dare un contributo fattuale e contestualizzato alle varie realtà del territorio” e di istituire un tavolo di consultazione permanente

“Tutti i colleghi della medicina generale, i colleghi del 118, dei PS e tutti i medici della rete territoriale di assistenza stanno seguendo con attenzione e preoccupazione la situazione epidemiologica italiana per quanto concerne la diffusione del Sars-CoV-2. Ad oggi i servizi di Continuità Assistenziale, così come gli Ambulatori di Cure Primarie, non sono dotati di presidi di sicurezza per il contenimento della circolazione virale mentre i medici di Assistenza Primaria hanno dovuto provvedere autonomamente a rifornirsi, laddove possibile, data la grave carenza di mascherine professionali. Le caratteristiche epidemiologiche dei casi lombardi hanno però messo in evidenza che i medici del territorio sono molto esposti al possibile contagio e questo impone una rivalutazione dei protocolli fin qui utilizzati. Siamo in attesa di indicazioni operative più precise e puntuali dal Ministero della Salute e dalle Regioni e nel contempo siamo a completa disposizione per valutare insieme quali possano essere i protocolli più efficaci da seguire in particolare presso gli studi di assistenza primaria e pediatria di libera scelta, nelle sedi di CA e negli ambulatori di cure primarie, negli ambulatori territoriali, case della salute, come nei PS e per i medici del 118”.

È quanto scrive la Segreteria nazionale del Sindacato Medici Italiani in una lettera inviata ad Assessori regionali alla sanità, Presidenti delle Regioni, Sindaci e Presidenti degli Ordini dei Medici
 
In particolare per i medici dello Smi occorre chiarire:
1) Devono Mmg ed i medici di CA e i medici del territorio (ambulatori di cure primarie, specialistici, case della salute,118) lavorare con le mascherine?
2) Quali tipi di maschere di protezione?

3) Chi deve fornirle e con che tempi?

“È evidente che per garantire una corretta prevenzione e comportamenti uniformi, occorra fornire tali indicazioni. Chiediamo ancora – hanno sottolineato – che sia fornita univoca interpretazione su come muoversi per le centinaia di richieste di visite domiciliari per sindromi influenzali che, purtroppo, ad oggi, stante l’ attuale contesto normativo, necessitano di constatazione diretta da parte del medico ai fini del rilascio della certificazione di malattia, in quanto non è prevista né un’autocertificazione né una procedura di validazione e legittimazione del triage telefonico a scopo certificatori”.
 
I medici chiedono pertanto “di prendere parte, come rappresentanza della categoria, ai tavoli regionali Task Force emergenza ncov-19, per dare un contributo fattuale e contestualizzato alle varie realtà del territorio e chiediamo che sia istituito un tavolo di consultazione permanente presso gli Oo.Mm dove poter condividere le indispensabili e non più procrastinabile iniziative operative sul territorio. Riteniamo quanto esposto – concludono – solo finalizzato al superiore interesse della popolazione intera e della categoria dei medici. Nell’offrire tutta la collaborazione da parte della nostra organizzazione sindacale ed il supporto della società scientifica multidisciplinare Assimefac, società accreditata al fine della elaborazione di line guida nazionali, confidiamo in un sollecito riscontro”.
 

24 Febbraio 2020

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