Covid. Eli Lilly, Vir Biotechnology e Gsk: “Bamlanivimab sperimentale con VIR-7831 riduce del 70% carica virale persistentemente alta”

Covid. Eli Lilly, Vir Biotechnology e Gsk: “Bamlanivimab sperimentale con VIR-7831 riduce del 70% carica virale persistentemente alta”

Covid. Eli Lilly, Vir Biotechnology e Gsk: “Bamlanivimab sperimentale con VIR-7831 riduce del 70% carica virale persistentemente alta”
I due farmaci, in regime di co-somministrazione, hanno mostrato di ottenere una riduzione del 70% della carica virale persistentemente alta, raggiungendo così l’endpoint dello studio di Fase 2 BLAZE-4. Siamo lieti di continuare a registrare risultati positivi per il farmaco sperimentale anti Covid VIR-7831 che produciamo a Parma e che anche nell’uso combinato conferma la sua efficacia verso le varianti del virus”, dice Fabio Landazabal, Presidente e amministratore delegato di GSK

Eli Lilly, Vir Biotechnology e GlaxoSmithKline hanno annunciato oggi i dati principali dello studio di fase 2 BLAZE-4 ampliato che studia pazienti adulti a basso rischio con COVID-19 da lieve a moderato. I risultati hanno illustrato che bamlanivimab sperimentale (LY-CoV555) 700 mg, co-somministrato con VIR-7831 (noto anche come GSK4182136) 500 mg, ha dimostrato una riduzione relativa del 70% (p <0,001) della carica virale persistentemente alta (> 5,27; valore soglia del ciclo <27,5) al giorno 7 rispetto al placebo, raggiungendo l’endpoint primario.

Inoltre, bamlanivimab somministrato con VIR-7831 ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa rispetto al placebo degli endpoint secondari virologici chiave della variazione media dal basale ai giorni 3, 5 e 7 della carica virale SARS-CoV-2.

Non si sono verificati eventi per l’endpoint secondario di ospedalizzazione correlata a COVID-19 o morte entro il giorno 29 in entrambi i bracci dello studio. Un paziente (nel braccio di trattamento) si è recato al pronto soccorso per sintomi correlati a COVID-19. Non sono stati osservati eventi avversi gravi con la co-somministrazione di bamlanivimab e VIR-7831.

Come funzionano i due farmaci
Bamlanivimab e VIR-7831 si legano a diverse regioni della proteina spike di SARS-CoV-2. I dati preclinici suggeriscono che la somministrazione di questi due anticorpi sperimentali insieme può fornire protezione contro le attuali varianti di SARS-CoV-2 resistenti a bamlanivimab.

“La riduzione della carica virale persistentemente elevata – dice Daniel Skovronsky, Chief Scientific Officer di Lilly e Presidente dei Lilly Research Laboratories – è un importante endpoint virologico che è stato dimostrato nello studio di fase 2 BLAZE-1 di Lilly e successivamente convalidato nello studio di Fase 3, per essere fortemente correlato con l’esito clinico di ricoveri e decessi correlati a COVID-19 in pazienti ad alto rischio. Questi dati virologici supportano la nostra convinzione che bamlanivimab e VIR-7831 insieme potrebbero essere un’opzione promettente per il trattamento di COVID-19“.

“Questa valutazione virologica di due anticorpi con profili di resistenza distinti è un incoraggiante progresso nella nostra lotta contro la pandemia – aggiunge George Scangos, Chief Executive Officer di Vir – VIR-7831 ha dimostrato risultati positivi nello studio COMET-ICE e recenti dati preclinici suggeriscono che VIR-7831 mantiene l’attività contro le attuali varianti circolanti che destano preoccupazione. Ora, con questi nuovi entusiasmanti dati dallo studio BLAZE-4, riteniamo che VIR-7831 abbia un ruolo importante da svolgere sia in monoterapia che in combinazione con altri mAb. Non vediamo l’ora di continuare le conversazioni con la FDA su VIR-7831 in monoterapia e co-somministrato con bamlanivimab“.

“Questi primi dati dello studio BLAZE-4 – è l’opinione di Hal Barron, Chief Scientific Officer e President R&D, GSK – insieme ai risultati dello studio COMET-ICE che dimostrano una riduzione dell’85% della progressione verso l’ospedalizzazione o la morte utilizzando VIR -7831, supportano la nostra ipotesi che mirando a un epitopo altamente conservato, VIR-7831 possa aiutare a fornire benefici ai pazienti. Stiamo continuando a lavorare con le autorità regolatorie per portare VIR-7831 come monoterapia e potenzialmente co-somministrato con altri anticorpi monoclonali ai pazienti bisognosi”.

Conclude Fabio Landazabal, Presidente e amministratore delegato di GSK S.p.A.: “Siamo lieti di continuare a registrare risultati positivi per il farmaco sperimentale anti Covid VIR-7831 che produciamo a Parma e che anche nell’uso combinato conferma la sua efficacia verso le varianti del virus”.

29 Marzo 2021

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