Covid. Negli anziani con demenza crescono del 20% agitazione, irritabilità, ansia e apatia 

Covid. Negli anziani con demenza crescono del 20% agitazione, irritabilità, ansia e apatia 

Covid. Negli anziani con demenza crescono del 20% agitazione, irritabilità, ansia e apatia 
I dati, raccolti su circa cento anziani che hanno trascorso i mesi da marzo a maggio 2020 nella loro casa o in quella del caregiver, indicano che sono soprattutto quattro i disagi comparsi o peggiorati durante le settimane di isolamento: agitazione e aggressività, che si sono manifestate per la prima volta o sono diventate più gravi o frequenti nel 21% dei pazienti, ansia (15%), apatia e indifferenza (13%), irritabilità (12%). Lo studio italiano pubblicato su Neurological Sciences.

Il lockdown della scorsa primavera è stato durissimo per gli anziani con demenza e ha purtroppo avuto ripercussioni sul loro benessere mentale e anche su quello dei loro caregiver. Questo quanto risulta da uno studio, pubblicato su Neurological Sciences, condotto dallo “Stroke & Dementia Lab”, il nuovo laboratorio di ricerca istituito all’interno del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Luigi Sacco” dell’Università di Milano grazie al contributo dell’Associazione per la Ricerca sulle Demenze ARD Onlus, presieduta dal prof. Claudio Mariani.
 
I dati, raccolti su circa cento anziani che hanno trascorso i mesi da marzo a maggio 2020 nella loro casa o in quella del caregiver, indicano che sono soprattutto quattro i disagi comparsi o peggiorati durante le settimane di isolamento: agitazione e aggressività, che si sono manifestate per la prima volta o sono diventate più gravi o frequenti nel 21% dei pazienti, ansia (15%), apatia e indifferenza (13%), irritabilità (12%).
 
Si è registrato anche un 10% di anziani per cui è comparsa o si è aggravata la depressione, in oltre il 6% sono emersi disturbi del sonno, allucinazioni, delusione. Anche i caregiver, quasi sempre familiari e nel 68% dei casi donne, hanno risentito negativamente del periodo trascorso in solitudine; inoltre quasi uno su quattro ha dovuto rivolgersi al medico per chiedere consiglio su come gestire i disturbi psico-comportamentali, nel 15% dei pazienti c’è stata necessità di aumentare il dosaggio dei farmaci già in uso o della prescrizione di nuove terapie.
 
I dati raccolti nell’ultimo anno evidenziano inoltre che gli anziani con demenza hanno un maggior rischio di contrarre Covid-19 e di andare incontro a malattia grave o complicanze, anche neurologiche: per ridurre il pericolo di malattia, minimizzare la probabilità di conseguenze negative psico-comportamentali e gestire al meglio le difficoltà in casa, dagli esperti arriva un decalogo di consigli per i caregiver.
 
“Solo il 7% dei nostri pazienti prima della pandemia non aveva alcun sintomo psico-comportamentale della demenza. Tuttavia il lungo periodo di isolamento, nonostante il 77% ricevesse le visite di altri familiari e il 23% potesse uscire all’aperto, ha comportato per molti un peggioramento dei sintomi o la comparsa di nuovi disturbi – spiega il coordinatore della ricerca, Leonardo Pantoni, direttore dell’Unità Complessa di Neurologia dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano e Professore Ordinario di Neurologia dell’Università degli Studi di Milano –. Così alla fine del lockdown il 51% dei pazienti manifestava apatia, il 43% irritabilità, il 38% aggressività, il 32% depressione; uno su quattro aveva visto peggiorare almeno un indicatore, uno su tre più di due.
 
Nella maggioranza dei casi abbiamo visto un aggravamento di problemi preesistenti, più che la comparsa di nuovi. Il confinamento a casa è stato dunque deleterio, sebbene un consistente grado di malessere fosse già presente prima del lockdown e la quarantena stessa abbia avuto un impatto consistente a prescindere dall’attività di caregiving. Si tratta peraltro in nove casi su dieci di partner o figli del paziente non più giovanissimi, con 64 anni in media, e che in due casi su tre vivono soli con il proprio caro da accudire, tutti elementi che certo concorrono a creare difficoltà a cui si sono aggiunti lo stress e il disagio della pandemia”.
 
I dati raccolti nell’ultimo anno evidenziano poi che gli anziani con demenza, oltre ad avere un maggior rischio di contrarre Covid-19, vanno più spesso incontro a malattia grave e soprattutto a complicanze neurologiche come un ridotto livello di coscienza, delirium, ictus. Proprio per aiutare i caregiver di anziani con demenza ad affrontare al meglio l’assistenza dei loro cari, gli esperti hanno stilato un decalogo di utili raccomandazioni.
 
Un decalogo per gestire gli anziani con demenza durante la pandemia
1. Fare estrema attenzione a limitare il pericolo di contagio, mantenendo il domicilio dell’anziano una ‘zona sicura’: per esempio è bene lavarsi le mani e cambiare gli abiti rientrando, sanificare cellulari e borse, lasciare fuori le scarpe.
 
2. Se non è possibile uscire in sicurezza, prevedere esercizio fisico indoor (stretching, cammino) e attività cognitivamente stimolanti come lettura, giochi di carte, lavoretti manuali.
 
3. Organizzare incontri virtuali con altri caregiver o gruppi per esercizi, attività ricreative e chiacchierate, ma anche sessioni di teleriabilitazione cognitiva e fisica con i terapisti.
 
4. Monitorare parametri come pressione, frequenza cardiaca, temperatura, saturazione dell’ossigeno, glicemia: tenere sotto stretto controllo la pressione può aiutare contro un aggravamento della demenza.
 
5. Sottoporre l’anziano a periodiche, semplici valutazioni della funzionalità cognitiva, eventualmente anche sfruttando test online indicati dal medico.
 
6. Individuare anche con l’aiuto degli operatori sanitari quali situazioni scatenano la comparsa di sintomi come aggressività, ansia, irritabilità così da evitarle.
 
7. Registrare gli episodi di comportamento di difficile gestione e discuterne con gli operatori sanitari di riferimento, così da ricevere consigli personalizzati per poterli affrontare al meglio.
 
8. Avere a disposizione un contatto facilmente raggiungibile (infermiere, medico di famiglia, geriatra) da poter consultare in caso di problemi psico-comportamentali.
 
9. Ricordare che il delirium può essere una delle prime manifestazioni di Covid-19 in pazienti anziani con demenza.
 
10. Avere a portata di mano il numero di emergenza da chiamare in caso di emergenze psico-comportamentali che non si riescono a gestire da soli, come i gesti violenti o autolesionisti.

29 Marzo 2021

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