Covid. Rasi (Ema): “Ricerca anello debole della UE, manca un ente di coordinamento e anche per vaccino e farmaci i tempi si allungano”

Covid. Rasi (Ema): “Ricerca anello debole della UE, manca un ente di coordinamento e anche per vaccino e farmaci i tempi si allungano”

Covid. Rasi (Ema): “Ricerca anello debole della UE, manca un ente di coordinamento e anche per vaccino e farmaci i tempi si allungano”
"Senza un coordinamento centrale l’Ema nella ricerca di farmaci utili nella cura del virus, si trova ad analizzare qualcosa come 50 mila studi clinici, ci fosse un ente di controllo in grado di filtrarne 100, potremmo produrre risultati importanti e approfonditi, sapere cosa funziona, quando e in che fase della malattia e in 48 ore saremmo in grado di approvare una terapia o un eventuale vaccino. Bisogna far capire agli stati e alle istituzioni la differenza tra perdere sovranità e mettere in comune risorse, raggiunto questo potremmo ricavare un piccolo vantaggio".

“Il vaccino arriverà tra 10 /12 mesi, ma per la verifica, i test e l’approvazione occorrerà molto di più. Purtroppo il tallone d’Achille dell’UE è rappresentato dal non possedere significativi poteri in tema di ricerca, manca infatti un istituto centrale, un ente di coordinamento in grado di evitare la pericolosa frammentazione di dati e informazioni analizzate su campioni differenti e tra loro non comparabili, con conseguente produzione di tante diverse soluzioni politiche e investimenti dedicati al settore. Un caos che non consente di capitalizzare al meglio i risultati”.
 
Così Guido Rasi, Direttore esecutivo dell'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema), in occasione della Festa dell’Europa ospite del consueto incontro online pubblico del sabato promosso dall’Associazione Luca Coscioni.


 


"Senza un coordinamento centrale l’Ema – continua Rasi – nella ricerca di farmaci utili nella cura del virus, si trova ad analizzare qualcosa come 50 mila studi clinici, ci fosse un ente di controllo in grado di filtrarne 100, potremmo produrre risultati importanti e approfonditi, sapere cosa funziona, quando e in che fase della malattia e in 48 ore saremmo in grado di approvare una terapia o un eventuale vaccino. Bisogna far capire agli stati e alle istituzioni la differenza tra perdere sovranità e mettere in comune risorse, raggiunto questo potremmo ricavare un piccolo vantaggio".

“C’è bisogno di scelte condivise – a replica della 'padrona di casa' Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni – e noi ne abbiamo individuate diverse nella petizione 'Eu can Do it', presentata con oltre 8000 cittadini, e sindaci italiani ed europei, per chiedere al Parlamento europeo riforme strutturali. Tra i punti qualificanti della petizione c’è 1- il 'promuovere la collaborazione internazionale sulla condivisione di dati e la loro aggregazione nel rispetto della privacy individuale, incluso il monitoraggio delle malattie, creando banche dati di casi immediatamente e facilmente accessibili alle organizzazioni competenti, prevedendo regole che richiedano ai paesi di condividere gratuitamente le informazioni prodotte; 2- il raggiungimento di consenso sulle priorità di ricerca e i protocolli clinici, in modo da permettere ai vaccini e ai candidati antivirali di attraversare rapidamente i processi decisionali programmati 3- Rafforzare il coordinamento e la condivisione di piattaforme in modo che le revisioni regolamentari possano avvenire rapidamente, sulla base di prove e bisogni medico-scientifici, permettendo ai fornitori di produrre dosi a basso costo su larga scala in modo semplice. Il Parlamento di Bruxelles ne discuterà, lo stesso deve adesso avvenire in Italia e là dove queste tematiche sono maggiormente sentite o necessarie, come in Africa". 

09 Maggio 2020

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