Covid. Senza AstraZeneca a rischio richiami per oltre 1 milione di italiani e 17,5 milioni di vaccinati in meno entro fine settembre

Covid. Senza AstraZeneca a rischio richiami per oltre 1 milione di italiani e 17,5 milioni di vaccinati in meno entro fine settembre

Covid. Senza AstraZeneca a rischio richiami per oltre 1 milione di italiani e 17,5 milioni di vaccinati in meno entro fine settembre
Sono 40 milioni le dosi del vaccino anglo-svedese attese dall'Italia. Il pronunciamento definitivo dell'Ema sugli eventi tromboembolici registrati è atteso entro il 18 marzo. Se malauguratamente si dovesse arrivare ad un blocco prolungato per il vaccino rischieremo di avere da qui a fine settembre oltre 17,5 milioni di vaccinati in meno. Un disastro che farebbe totalmente saltare l’obiettivo dell’immunità di gregge atteso entro il prossimo 21 settembre.

Aifa ha ieri escluso un nesso causale tra la somministrazione di AstraZeneca e gli eventi di embolia e trombosi registrati. A poche ore di distanza, questa mattina, la stessa Agenzia del farmaco decide di “estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale”.
 
Un dietrofront clamoroso in meno di 24 ore che ha contribuito ad alimentare il caos e creare ulteriore scompiglio nella campagna vaccinale contro il Covid. Subito dopo l’Italia, anche Germania, Francia e Spagna decidono la sospensione precauzionale. Salgono in tutto a 13 i paesi Ue nei quali si è scelto il blocco delle somministrazioni del vaccino di AstraZeneca. L’Europa ha deciso di fermare le vaccinazioni con il prodotto della caso anglo-svedese in attesa di un pronunciamento definitivo da parte dell’Ema sugli eventi avversi segnalati a seguito delle somministrazioni.
 
Il nuovo pronunciamento dell’Ema è atteso entro il 18 marzo. Nel pomeriggio, in ogni caso, l’Ente regolatorio europeo è tornato a ribadire che il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale.
 
Ma il danno di immagine e di credibilità, sia verso il vaccino di AstraZeneca che verso l’Aifa dopo il clamoroso dietrofront, difficilmente rientrerà a seguito di queste comunicazioni. E le conseguenze sull’andamento della campagna vaccinale rischiano di essere pesantissime visto che in Italia sono attesi ben 40 milioni di dosi di AstraZeneca.
 
Ad oggi sono 1.092.979 gli italiani a cui stato somministrato il vaccino anglo-svedese. Dovrebbero arrivare innanzitutto per loro certezze sulle seconde somministrazioni. Come spiegato dal Direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza: “Ema si riunirà a breve per chiarire ogni dubbio in modo da poter ripartire al più presto e in completa sicurezza con il vaccino AstraZeneca nella campagna vaccinale. Confidiamo, perciò, che chi ha ricevuto la prima somministrazione del vaccino AstraZeneca riceverà la seconda nei tempi previsti".
 
Ma non finisce qui. Entro il 31 marzo sono attese 2,9 milioni di AstraZeneca secondo i dati del ministero della Salute. E nel secondo e terzo trimestre almeno 34,81 milioni di dosi. Se malauguratamente si dovesse arrivare ad un blocco prolungato per il vaccino rischieremo di avere da qui a fine settembre oltre 17,5 milioni di vaccinati in meno. Un disastro che farebbe totalmente saltare l’obiettivo dell’immunità di gregge con l’80% della popolazione vaccinata atteso entro il prossimo 21 settembre. 
 
Giovanni Rodriquez

15 Marzo 2021

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