Da Monsanto spin off focalizzata sull’editing genetico in agricoltura

Da Monsanto spin off focalizzata sull’editing genetico in agricoltura

Da Monsanto spin off focalizzata sull’editing genetico in agricoltura
Monsanto cerca di differenziare la propria attività industriale dando vita a una spin-off, Pairwise Plants, che svilupperà nuovi progetti di colture basate sull’editing genetico, in tutto simile a quello in sperimentazione sull’uomo.

(Reuters Health) – Abbandonare i discussi OGM per far largo all’editing genetico e creare così le colture del futuro. È questo l’obiettivo della neonata Pairwise Plants, società finanziata e sviluppata da Monsanto. Una collaborazione che accelera la corsa a sviluppare nuovi semi per colture a partire dal taglia e cuci genetico molto studiato negli ultimi anni per le applicazioni sull’uomo.
 
Un processo che consentirebbe di produrre prodotti che non contengono DNA estraneo, proveniente da una specie diversa. Così Tom Adams, vice presidente delle biotecnologie a livello mondiale, dovrebbe lasciare Monsanto per diventare CEO della neonata Pairwise Plants, Monsanto darà 100 milioni di dollari a Pairwise nei prossimi cinque anni per finanziare la ricerca su strumenti di editing genetico.
 
La nuova società studierà, inoltre, come modificare le colture di mais, soia, grano, cotone e canola esclusivamente per Monsanto e l’accordo consentirà a quest’ultima di commercializzare i prodotti sviluppati nell’ambito della partnership. Separatamente, la venture capital di Monsanto e la società di investimenti Deerfield Management avrebbero impegnato, ciascuna, 12,5 milioni di dollari in un primo finanziamento a Pairwise.
 
E tra i fondatori della nuova società c’è anche David Liu, professore all’Università di Harvard che ha aperto la strada a una nuova forma di modifica genetica che secondo l’azienda consentirebbe di apportare cambiamenti più precisi al genoma delle piante. Pairwise punta ad assumere 100 persone nei suoi primi due anni e ad usare l’editing genetico anche nella ricerca su altre piante, come quelle da frutto.
 
Fonte: Reuters Health Industry

 
(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Daily Health Industry)

21 Marzo 2018

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