Diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari: la prevenzione deve iniziare da bambini. Ecco come

Diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari: la prevenzione deve iniziare da bambini. Ecco come

Diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari: la prevenzione deve iniziare da bambini. Ecco come
La prevenzione del diabete di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari inizia sui banchi di scuola, anzi no. Inizia al campo di calcio o in piscina o in bicicletta o correndo a perdifiato, insomma facendo attività fisica vigorosa per almeno un’ora al giorno e combattendo con ogni mezzo la sedentarietà. Il concetto viene ribadito dalla pubblicazione dei dati di follow up dello studio PANIC, condotto in Finlandia, la patria della prevenzione.

L’esercizio fisico è in grado di ridurre i fattori di rischio che portano al diabete di tipo 2 e alle malattie cardiovascolari, anche nei bambini. A confermarlo è una ricerca dell’Università della Finlandia Orientale, pubblicata su Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports,  che ha seguito per un paio d’anni 258 bambini di scuola primaria, evidenziando che un comportamento sedentario si traduce in un accumulo di fattori di rischio mentre al contrario, un aumento di attività fisica vigorosa, li riduce. E’ uno dei primi studi a dimostrare con certezza queste associazioni nei bambini.
 
Gli autori sono arrivati a questi risultati, elaborando i dati di follow up di un importante studio, il PANIC (Physical Activity and Nutrition in Children) ideato dalla stessa università della Finlandia Orientale, in collaborazione con le Università di Cambridge e di Copenhagen e con la Norwegian School of Sport Sciences.
 
Lo studio è andato ad analizzare le associazioni tra attività fisica vigorosa, moderata e leggera e comportamento sedentario (misurati in maniera oggettiva attraverso il device Actiheart® che registra frequenza cardiaca e movimento) con i fattori di rischio per diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, ovvero il contenuto di grasso corporeo, la circonferenza vita, i livelli di insulinemia e di glicemia, le concentrazioni di lipidi ematici e la pressione arteriosa.
 
Nei due anni di follow up i ricercatori hanno così assistito ad una riduzione dei fattori di rischio tra i bambini attivi e ad un loro aumento tra quelli sedentari. Queste associazioni sono risultate indipendenti da genere, maturità biologica, massa grassa, livelli dei fattori di rischio e di attività fisica misurati all’inizio dello studio.
 
Si tratta di uno studio importante perché è uno dei primi al mondo ad aver documentato che l’aumento dell’attività fisica risulta associato in maniera indipendente con una riduzione dei fattori di rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari nei bambini delle scuole primarie.
 
“Uno stile di vita sedentario – afferma il primo autore dello studio Juuso Väistö – sta diventando sempre più diffuso tra i giovani di tutto il mondo. I risultati di questo studio supportano invece il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione di alcune diffuse malattie croniche, fin da bambini. Aumentare la quantità di attività fisica vigorosa e ridurre la sedentarietà sono ugualmente importanti nella prevenzione del diabete di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari. Le ultime linee guida suggeriscono di ingaggiare i bambini in attività fisiche diverse ogni giorno, che per almeno 60 minuti al giorno devono essere ‘vigorose’, cioè far sudare e venire l’affanno”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

15 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti
Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti

Con oltre 3 milioni di persone sottoposte a screening per l’epatite C (HCV) e più di 19mila infezioni identificate in cinque anni l’Italia è sulla buona strada per eliminare l’HCV...

Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet
Long Covid. Paziente adulto trattato con successo grazie a una terapia con anticorpi. Studio italiano su The lancet

Una terapia con anticorpi ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario di un paziente adulto con Long Covid severo dimostrandosi così efficace per il trattamento di questa condizione. Il...

Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”
Disturbi del neurosviluppo. Iss: “Scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive, primo passo per diagnosi più rapide e future terapie”

Fino al 10% dei casi di disturbi del neurosviluppo recessivi, che colpiscono i bambini con diversi tipi di sintomi, è riconducibile ad una alterazione di un piccolo gene non codificante...

Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil
Malattia cronica da trapianto contro l’ospite: via libera CE a belumosudil

La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata di belumosudil -  primo inibitore selettivo di ROCK2 (ROCK2i) - per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro l’ospite...