Displasia broncopolmonare, diagnosi precoce grazie all’ecografia polmonare. Lo studio coordinato da Padova e Parigi

Displasia broncopolmonare, diagnosi precoce grazie all’ecografia polmonare. Lo studio coordinato da Padova e Parigi

Displasia broncopolmonare, diagnosi precoce grazie all’ecografia polmonare. Lo studio coordinato da Padova e Parigi

Pubblicato su “Lancet Regional Health Europe”, lo studio ha preso in esame quasi 250 estremi prematuri). Tra questi, coloro che hanno sviluppato BPD grave mostravano un'aerazione polmonare all’ecografia polmonare e parametri di ossigenazione alterati fin dal decimo giorno di vita. LO STUDIO

La displasia broncopolmonare (BPD), nota anche come malattia polmonare cronica del prematuro, rappresenta la più comune e grave complicanza respiratoria della prematurità. Ancora orfana di prevenzione e terapie efficaci, anche se alcuni farmaci sono in avanzata sperimentazione, non era possibile finora identificare quali neonati evolvessero verso le forme più gravi della malattia e le loro caratteristiche, prima che fosse “troppo tardi” e il danno polmonare già instaurato. Lo studio ‘Aerazione polmonare e scambio gassoso nei neonati pretermine che sviluppano displasia broncopolmonare da moderata a grave: uno studio prospettico multicentrico della coorte PATH-BPD’, coordinato da Daniele De Luca (Ordinario di Neonatologia all’Università Paris Saclay), e Eugenio Baraldi (Ordinario di Pediatria all’Università di Padova), con la partecipazione di centri spagnoli, francesi e italiani, ha consentito di identificare molto precocemente con l’ecografia polmonare, i bambini che evolvono verso la BPD grave.

Lo studio, pubblicato su “Lancet Regional Health Europe”, ha coinvolto quasi 250 estremi prematuri (peso medio 940 grammi). “Tra questi prematuri, coloro che hanno sviluppato BPD grave mostravano un’aerazione polmonare all’ecografia polmonare e parametri di ossigenazione alterati fin dal decimo giorno di vita e l’aerazione polmonare mostrava un peggioramento costante nel tempo” spiega in una nota dell’Università di Padova il prof. Eugenio Baraldi.

“Si tratta di parametri facilmente misurabili al letto del neonato, in forma non invasiva e consentono di capire già dal decimo giorno di vita chi andrà incontro alla forma più grave della patologia”, commenta il dott. Luca Bonadies, co-autore della ricerca ed esperto di ecografia polmonare.

Oggi vi sono due farmaci (IGF1 e r-hu-SPD) attualmente in fase avanzata di sperimentazione clinica da parte dei professori De Luca a Parigi e dal Prof. Baraldi e Dr. Bonadies presso la neonatologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Il loro utilizzo nella pratica clinica potrebbe essere guidato dall’ecografia polmonare che permetterebbe di selezionare precocemente i neonati che possono beneficiarne maggiormente.

Il Prof. Baraldi coordina anche lo studio di fase I con vescicole extra-cellulari, che rappresenta una forma terapeutica ancora più innovativa per la prevenzione della BPD messa a punto presso la Torre della Ricerca Pediatrica “Città della Speranza” in collaborazione con il gruppo di ricerca del Prof. Maurizio Muraca.

Gli sforzi della ricerca sono quindi tutti diretti verso un trattamento il più precoce e personalizzato possibile della BPD, con lo scopo di migliorarne la prognosi a lungo termine. “Questo lavoro europeo è cruciale perché definendo il fenotipo della BPD severa, apre la strada a una ‘neonatologia personalizzata’ dove non vogliamo terapie semplici e poco efficaci per tutti ma valide e risolutive ad personam, per i più gravemente malati. Il lavoro non sarebbe stato possibile senza una stretta integrazione tra centri di ricerca europei”, commenta a Quotidiano Sanità il Prof. Daniele De Luca.

Lo studio pubblicato su Lancet è uno dei risultati della collaborazione siglata nel 2021 tra la rettrice dell’Università di Padova e la rettrice dell’Università Paris-Saclay di Parigi. Si tratta di un accordo nell’ambito di un trattato del Quirinale tra Italia e Francia, per la promozione di progetti congiunti di ricerca clinica e traslazionale e lo scambio fra le università di giovani neonatologi.

16 Febbraio 2026

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