Ecco perché il diabete fa perdere massa muscolare

Ecco perché il diabete fa perdere massa muscolare

Ecco perché il diabete fa perdere massa muscolare
Una ricerca giapponese ha dimostrato per la prima volta i meccanismi alla base della perdita di massa muscolare nelle persone con diabete, scoprendo il ruolo chiave di due proteine, la KLF15 e la WWP1. Questa scoperta potrebbe portare alla messa a punto di un trattamento rivoluzionario per la sarcopenia.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Kobe pubblica oggi su JCI Insight uno studio che getta luce sui meccanismi associati alla perdita di massa muscolare scheletrica nelle persone con diabete. Wataru Ogawa e colleghi hanno scoperto che due proteine, la WWP1 e la KLF15, giocano un ruolo fondamentale nei processi di atrofia muscolare determinati dall’aumento della glicemia.
 
Il declino di massa muscolare associato all’invecchiamento (la cosiddetta sarcopenia dell’anziano) è responsabile di una serie di problemi che alla fine portano ad una ridotta durata della vita. Questo fenomeno è più accentuato nelle persone con diabete, ma fino ad oggi non ne erano noti i meccanismi causali.
 
I ricercatori giapponesi hanno scoperto che un aumento della glicemia scatena il declino della massa muscolare e allo stesso tempo ha focalizzato il ruolo di due proteine, come responsabili di questo fenomeno.
Lo studio, condotto su modello animale (topo) ha rivelato che il fattore di trascrizione KLF15 risulta aumentato nel muscolo scheletrico dei topi diabetici. La controprova è che i  topi con deficit di KLF15 nei muscoli sono ‘immuni’ al declino della massa muscolare indotto dal diabete. Insomma, questi esperimenti dimostrano che la perdita di massa muscolare associata al diabete è indotta da un aumento di KLF15.
 
Ma perché il KLF15 aumenta nei muscoli dei topi diabetici? Secondo gli autori dello studio perché l’iperglicemia rallenta la degradazione della proteina KLF15 e questo ne condiziona un aumentato livello a livello muscolare.
E c’è un’altra proteina, la WWP1, sempre scoperta dalamdi Ogawa, che gioca un ruolo non secondario nella regolazione del catabolismo della KLF15. WWP1 è un’ubiquitina ligasi; quando l’ubiquina (una piccola proteina) si lega ad altre proteine, si accelera la degradazione di queste proteine. In condizioni normali, la WWP1 promuove il catabolismo della KLF15, legando le ubiquitine alla stessa KLF15, e mantenendone così bassi i livelli cellulari. Ma in presenza di iperglicemia, la quantità di WWP1 si riduce; questo rallenta il catabolismo della KLF15 e ne fa aumentare i livelli nelle cellule.
 
Al momento purtroppo non esiste alcun trattamento farmacologico per la perdita muscolare, ma secondo gli autori dello studio la scoperta del ruolo di queste proteine potrebbe portare alla messa a punto di nuove terapie. “Se riuscissimo a mettere a punto un farmaco in grado di potenziare la funzione di WWP1 o di indebolire la funzione di KLF15, questo potrebbe portare ad un trattamento rivoluzionario della sarcopenia”.
 
(Foto credits: Università di Kobe)
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

22 Febbraio 2019

© Riproduzione riservata

Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”
Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”

Gli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno compiuto progressi nei negoziati sull'allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), una componente centrale dell'Accordo pandemico, concordando sulla necessità di proseguire le...

Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale
Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Lipfendra (enlicitide) , il primo inibitore orale di PCSK9 per la riduzione del colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo", negli adulti...

Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani
Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani

L’organizzazione dei percorsi, la qualità della diagnostica e l’accesso alle innovazioni terapeutiche rappresentano oggi alcune delle principali sfide nella gestione dei tumori dell’Upper GI, e in particolare del carcinoma gastrico...

Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast
Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast

La Commissione europea ha autorizzato nerandomilast per il trattamento degli adulti con fibrosi polmonare idiopatica e fibrosi polmonare progressiva. La nuova terapia orale, sviluppata da Boehringer Ingelheim, deve essere assunta...