Ema conferma la sospensione del farmaco per l’anemia falciforme Oxbryta: “Rischi superiori ai benefici”

Ema conferma la sospensione del farmaco per l’anemia falciforme Oxbryta: “Rischi superiori ai benefici”

Ema conferma la sospensione del farmaco per l’anemia falciforme Oxbryta: “Rischi superiori ai benefici”
L'Ema ha confermato la sospensione definitiva del farmaco per l'anemia falciforme Oxbryta, dopo che due studi clinici hanno rilevato un aumento di decessi (17 casi totali) e crisi dolorose nei pazienti trattati. Il comitato scientifico ha stabilito che i rischi superano i benefici, non essendo stati identificati sottogruppi di pazienti o misure per mitigare i pericoli. Il farmaco rimarrà pertanto non prescrivibile nell'Unione Europea.

L’Agenzia Europea dei Medicinali ha confermato la sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Oxbryta, farmaco per il trattamento dell’anemia falciforme. La decisione del Comitato per i Medicinali a Uso Umano (Chmp) giunge al termine di un’approfondita revisione avviata a settembre 2024, quando erano emersi preoccupanti dati sulla sicurezza del medicinale.

I dati allarmanti degli studi clinici
L’analisi dell’Ema ha rivelato un numero significativamente più alto di decessi tra i pazienti trattati con Oxbryta rispetto a quelli in trattamento con placebo. In uno studio su bambini ad alto rischio di ictus, si sono registrati 8 decessi nel gruppo Oxbryta contro i 2 del gruppo placebo. In un secondo studio sulle ulcere alle gambe, si è passati da 1 decesso nelle prime 12 settimane a 8 decessi aggiuntivi nella fase successiva in cui tutti i pazienti assumevano il farmaco.

Crisi dolorose più frequenti
Oltre alla mortalità, gli studi hanno evidenziato un aumento degli episodi di dolore acuto improvviso, comprese le crisi vaso-occlusive, tra i pazienti in trattamento con Oxbryta. Sebbene gli studi registrativi successivi non abbiano confermato questo aumento, i dati clinici rimangono preoccupanti e in contrasto con quelli del trial iniziale che aveva portato all’approvazione del farmaco.

Decisione definitiva
Il Chmp ha concluso che “i benefici del medicinale non superano più i suoi rischi”, sottolineando come i meccanismi alla base dell’aumento di mortalità e complicanze rimangano non chiari. Non è stato possibile identificare misure efficaci per minimizzare i rischi né sottogruppi di pazienti per cui i benefici superino i rischi.

Oxbryta rimarrà quindi indisponibile per la prescrizione nell’Unione Europea, confermando le raccomandazioni già fornite a settembre 2024 ai professionisti sanitari di interrompere le prescrizioni e passare a terapie alternative.

17 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi
Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent'anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore
Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore

La farmaceutica italiana genera valore economico, occupazione e competitività, ma deve poter contare su regole stabili e condizioni che favoriscano gli investimenti. È quanto emerge dallo studio realizzato dal CERM,...