EndoPil: la ‘pillola’ low cost per combattere l’obesità

EndoPil: la ‘pillola’ low cost per combattere l’obesità

EndoPil: la ‘pillola’ low cost per combattere l’obesità
Viene proposta dai suoi sviluppatori come l’alternativa economica e facile da utilizzare (forse anche ambulatorio e in contesti di cure primarie) al BIB, il ‘palloncino’ intragastrico utilizzato nel trattamento dell’obesità di grado moderato che, per essere posizionato, richiede una procedura endoscopica e il ricovero ospedaliero. Per assumere EndoPil basta invece un bicchiere d’acqua e un magnete che fa gonfiare il palloncino dall’esterno. Se funzionasse, potrebbe essere la risposta low cost e su larga scala alla pandemia di obesità e patologie metaboliche che affligge il pianeta.

Arriva da Singapore la proposta di un nuovo device, la EndoPil, per il trattamento dell’obesità. Sviluppata da ricercatori della Nanyang Technological University e del National University Health System (NUHS), EndoPil è una capsula contenente un palloncino che, una volta arrivato nello stomaco (la sua esatta collocazione viene appurata da un sensore magnetico), viene fatto gonfiare attraverso un magnete di 5 cm manovrato dall’esterno, che, attirando il piccolo magnete incorporato nella valvola di gonfiaggio della capsula, determina una reazione tra un acido e un sale, contenuti nella capsula, che libera l’anidride carbonica necessaria a gonfiare la EndoPil.


 


Il controllo di EndoPil mediante il meccanismo magnetico esterno evita che il device si gonfi troppo presto nell’esofago, o troppo tardi nel piccolo intestino. Una volta gonfiata, EndoPil ‘galleggia’ nella parte superiore dello stomaco, che è anche quella più sensibile alla ‘sazietà’. In appena tre minuti il palloncino può arrivare ad un volume di 120 ml.


 


Il ‘palloncino’, che riempie una parte dello stomaco, induce un senso di sazietà, portando il paziente a ridurre l’assunzione di cibo, portandolo così a perdere peso.
I ‘papà’ della EndoPil sono il professor Louis Phee, preside della facoltà di ingegneria della NTU e il professor Lawrence Ho della NUHS.
 
L’alternativa attualmente esistente alla EndoPil è il BIB, il palloncino intragastrico che viene posizionato in endoscopia, in sedazione, durante un breve ricovero ospedaliero. Questo trattamento risulta però mal tollerato, per nausea e vomito incoercibili, da diversi pazienti (fino al 20%) e deve quindi essere rimosso precocemente. In altri casi, lo stomaco col tempo ‘si adatta’ alla presenza del palloncino e il calo ponderale subisce dunque una battuta d’arresto.
 
Secondo i ricercatori di Singapore, EndoPil, che si assume con un bicchiere d’acqua, sarebbe in grado di superare questi problemi. Ogni singola capsula potrebbe essere rimossa dopo un mese dall’assunzione , consentendo così brevi cicli di trattamento che non permetterebbero allo stomaco di ‘adattarsi’ alla presenza del palloncino, vanificandone l’effetto sul calo ponderale. A questo proposito i ricercatori stanno lavorando a capsule biodegradabili, dotate di una sorta di valvola di sgonfiaggio che, erosa gradualmente dal contenuto acido dello stomaco, consentirebbe al momento opportuno la fuoriuscita dell’anidride carbonica che riempie il palloncino. In caso di emergenza comunque, il palloncino può sempre essere sgonfiato dall’esterno, in qualsiasi momento, attraverso il magnete.


 


Essendo inoltre possibile effettuare gradualmente il gonfiaggio di EndoPil, questo eviterebbe gli effetti indesiderati legati al gonfiaggio improvviso (come accade con il BIB), quali nausea e vomito.
Il device è stato sperimentato in uno studio preclinico (su maiale); l’animale sottoposto a questo trattamento ha perso 1,5 Kg in una settimana, mentre un gruppo di controllo formato da altri 5 animali, nello stesso intervallo di tempo, ha acquistato peso.
 
Lo scorso anno, EndoPil è stata posizionata (ma in endoscopia) e successivamente gonfiata nello stomaco di una volontaria sana di Singapore, senza effetti indesiderati.
 
“Il principale vantaggio di EndoPil – afferma Louis Phee, professore di ingegneria meccanica alla NTU – è la semplicità di somministrazione. Basta un bicchiere d’acqua per ingerirla e un magnete per attivarla. Stiamo lavorando per cercare di ridurre ulteriormente le dimensioni del prototipo (che attualmente misura 3 cm x 1 cm) e per migliorarla con un meccanismo di sgonfiaggio naturale. Riteniamo che con queste migliorie la capsula riceverà una buona accoglienza ovunque e sarà di beneficio per tanti pazienti affetti da obesità e da malattie metaboliche”.
 
“Grazie alle sue piccole dimensioni e al semplice meccanismo di attivazione, attraverso un magnete azionato manualmente – commenta il professor Lawrence Ho della NUS Yong Loo Lin School of Medicine, consulente presso la  Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia del National University Hospital – EndoPil potrebbe aprire la strada ad un maniera alternativa di combattere l’obesità anche in un contesto ambulatoriale, se non addirittura di cure primarie. Questo eviterebbe il ricovero in ospedale e consentirebbe notevoli risparmi per i pazienti e i sistemi sanitari”.
 
Gli ultimi sviluppi della progettazione di EndoPil verranno presentati nel corso della Digestive Disease Week 2019 a San Diego (18-21 maggio).
Entro quest’anno, i ricercatori di Singapore prevedono di effettuare degli studi di safety sull’uomo con il nuovo prototipo, per poi passare agli studi di efficacia.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

25 Aprile 2019

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