Epatiti virali. 5 milioni di persone affette in Ue. Ecdc: “Progressi, ma obiettivi 2030 ancora lontani”

Epatiti virali. 5 milioni di persone affette in Ue. Ecdc: “Progressi, ma obiettivi 2030 ancora lontani”

Epatiti virali. 5 milioni di persone affette in Ue. Ecdc: “Progressi, ma obiettivi 2030 ancora lontani”

In occasione della Giornata mondiale dell’epatite 2026, l’ECDC segnala che l’Europa ha compiuto progressi nella prevenzione dell’epatite B e C, con una prevalenza dell’epatite B ormai vicina allo zero tra i bambini sotto i cinque anni. Tuttavia, l’applicazione non uniforme delle misure di prevenzione, diagnosi e riduzione del rischio mette fuori portata l’obiettivo di eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. IL REPORT

L’Europa ha compiuto progressi costanti nella prevenzione delle epatiti B e C, ma non abbastanza da raggiungere il target del 2030. Circa cinque milioni di persone nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo convivono con un’infezione cronica da epatite B o C. A segnalarlo è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) in occasione della Giornata mondiale dell’epatite 2026.

Secondo i nuovi dati diffusi dall’ECDC, la prevalenza dell’epatite B è ormai prossima allo zero tra i bambini sotto i cinque anni. Tuttavia, l’attuazione disomogenea delle principali misure di prevenzione, screening, riduzione del danno e trattamento fa sì che la Regione europea sia destinata a mancare l’obiettivo di eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

Ciancio: “Nessuno dovrebbe morire per una malattia prevenibile e curabile”

“Nessuno dovrebbe morire per una malattia prevenibile, diagnosticabile e trattabile, eppure milioni di europei vivono con infezioni croniche da epatite B o C, spesso senza saperlo, con il rischio di conseguenze gravi a lungo termine come insufficienza epatica o cancro del fegato”, afferma Bruno Ciancio dell’ECDC.

“La Giornata mondiale dell’epatite è una buona occasione per ricordare che esistono già soluzioni efficaci per controllare le epatiti virali. La nostra sfida collettiva è garantire che questi interventi salvavita siano accessibili a tutti coloro che ne hanno bisogno”, aggiunge.

Screening in gravidanza e vaccinazione hanno ridotto la trasmissione dell’epatite B

Le misure già disponibili per il controllo delle epatiti virali in Europa comprendono la vaccinazione contro l’epatite B, gli interventi di riduzione del danno e di controllo delle infezioni, i test per identificare precocemente le infezioni e i trattamenti, in grado di curare l’epatite C e controllare l’epatite B.

Lo screening di routine per l’epatite B in gravidanza è ormai consolidato in tutti i 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Questa misura ha contribuito a ridurre la trasmissione verticale, da madre a figlio, al di sotto del 2% nell’UE/SEE.

I nuovi dati ECDC mostrano inoltre un calo sostenuto delle infezioni acute da epatite B dal 2006, confermando l’efficacia degli sforzi di prevenzione di lungo periodo. Tra le persone sotto i 25 anni, la quota di casi acuti di epatite B è scesa dall’11% nel 2015 all’8% nel 2024, riflettendo l’impatto dei programmi vaccinali infantili e delle altre misure preventive.

Sistemi di screening per sangue, tessuti e cellule

In tutta la Regione sono oggi presenti sistemi di screening completi per contribuire a prevenire la trasmissione dell’epatite B e C attraverso sangue, tessuti e cellule. I risultati di una recente indagine dell’ECDC indicano che molti Paesi dispongono di sistemi solidi per rispettare i nuovi standard di sicurezza previsti dal regolamento europeo sulle sostanze di origine umana.

Si tratta di un tassello importante della prevenzione, ma non sufficiente a colmare i divari ancora presenti nella popolazione generale e nei gruppi più esposti al rischio.

Cinque milioni di persone con epatite cronica B o C nell’UE/SEE

Nonostante i progressi, le epatiti virali restano una grande sfida di salute pubblica in Europa. Secondo l’ECDC, ogni anno quasi 60mila persone muoiono per malattie del fegato legate a queste infezioni.

Uno dei principali ostacoli riguarda le lacune nella prevenzione a livello di comunità.

Solo una minoranza di Paesi dell’UE/SEE, 9 su 25, ha raggiunto il target OMS del 95% di copertura vaccinale completa contro l’epatite B nei bambini. Alcuni Paesi hanno inoltre segnalato un calo della copertura negli ultimi anni.

Per l’ECDC, il dato evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sui programmi vaccinali e di contrastare le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione.

Epatite C e uso di droghe iniettive: copertura ancora insufficiente

L’uso di droghe per via iniettiva rappresenta la principale modalità di trasmissione tra i casi di epatite C per i quali è noto il canale di contagio. Le misure di riduzione del danno, come il trattamento con agonisti oppioidi e la distribuzione di aghi e siringhe sterili, sono efficaci nel ridurre la trasmissione. Tuttavia, la copertura nell’UE/SEE resta insufficiente.

Secondo l’ECDC, solo sette Paesi raggiungono il target OMS relativo alla distribuzione di materiale sterile per l’iniezione destinato alle persone che fanno uso di droghe per via iniettiva.

Prigioni e comunità vulnerabili, gli interventi da rafforzare

ECDC e European Union Drugs Agency hanno indicato gli interventi chiave per prevenire e controllare le malattie infettive tra le persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. È stato inoltre sviluppato un toolkit online per sostenere gli sforzi di eliminazione delle epatiti virali nelle carceri.

Migliorare l’assistenza sanitaria in questi contesti, sottolinea l’ECDC, contribuirebbe in modo sostanziale a ridurre la trasmissione e ad avvicinare l’obiettivo di porre fine alle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica.

28 Luglio 2026

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