Farmaci. Assogenerici: “Da Farmindustria cifre fantasiose su calo vendite dei medicinali griffati”

Farmaci. Assogenerici: “Da Farmindustria cifre fantasiose su calo vendite dei medicinali griffati”

Farmaci. Assogenerici: “Da Farmindustria cifre fantasiose su calo vendite dei medicinali griffati”
Scaccabarozzi aveva parlato di un decremento del 15% con punte del 30 e anche del 50%. Ma per Giorgio Foresti il calo delle specialità a brevetto scaduto sarebbe stato del 5,8% ad agosto. "In in linea con la normale dinamica concorrenziale e solo parzialmente compensato dalla crescita del generico”.

“Francamente facciamo sempre un po’ fatica a interpretare i dati che Farmindustria porta a supporto delle sue reiterate critiche alla norma sulla prescrizione per principio attivo contenute nella spending review”. Ad affermarlo è Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, replicando alle affermazioni rilasciate ieri dal presidente di Farminustria, Massimo Scaccabarozzi, a margine dell’audizione sul Decreto Balduzi che la federazione delle imprese del farmaco ha tenuto ieri in commissione Affari Sociali della Camera.

“Scaccabarozzi – ricorda Foresti – ha parlato di una caduta delle vendite del 15% dei farmaci di marca, con punte del 30 e anche del 50%, con conseguente scomparsa a breve della produzione farmaceutica e della ricerca nel nostro paese. Tutto questo non trova però alcun riscontro: lo scorso agosto, il mercato complessivo è sceso dello 0,9% e quello dei farmaci a brevetto scaduto si è ridotto dello 0,5% in termini di volumi. Il calo dei medicinali griffati, invece, ha toccato il 5,8% nel mese di agosto 2012 rispetto ad agosto 2011, in linea con la normale dinamica concorrenziale".

Per Assogenerici le dichiarazioni del presidente di Farmindustria sono dunque tutte da dimostrare. “Così come sono da dimostrare le accuse rivolte al generico di essere esclusivamente di importazione: le industrie nostre associate producono in Italia il 60% dei medicinali”, prosegue Foresti.

“Non mi risulta peraltro – prosegue Foresti – che le industrie del brand producano esclusivamente in Italia. Farmindustria, poi, continua a ripetere che la crescita del generico non porterebbe ad alcun risparmio per lo Stato: in realtà c'è un risparmio per i cittadini, e non è poco, e nel medio periodo un risparmio per le Casse del Servizio sanitario che sarà ben difficile negare. Ci dispiace dover portare queste considerazioni sulle pagine dei giornali: avremmo preferito riferirle direttamente alla Commissione Affari sociali che però ha ritenuto meglio non concederci un’audizione”.
 

27 Settembre 2012

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