Farmaci equivalenti. Fimmg Lazio: “Anche da Aifa dubbi su bioequivalenza”

Farmaci equivalenti. Fimmg Lazio: “Anche da Aifa dubbi su bioequivalenza”

Farmaci equivalenti. Fimmg Lazio: “Anche da Aifa dubbi su bioequivalenza”
I medici di famiglia continuano a contestare la norma della Spending Review che impone la prescrizione dei farmaci per principio attivo e, a difesa della loro posizione, ricordano come l'Aifa ha recentemente limitato la sostituibilità dei farmaci contenenti Levetiracetam e Topiramato.

“Se veramente i farmaci equivalenti sono sovrapponibili ai farmaci originali perché l'Aifa comunica in tutta fretta che per queste specialità medicinali deve essere applicata la ‘non sostituibilità' pena effetti gravi alla salute del malato?”. A domandarlo è la Fimmg Lazio, in riferimento alla comunicazione con cui l’Aifa, il 17 settembre scorso, ha limitato la sostituibilità dei farmaci contenenti Levetiracetam e Topiramato chiedendo ai medici di apporre la dizione non sostituibile a garanzia della sicurezza del paziente.

Non solo. La Fimmg Lazio, che fin da subito ha contestato la norma della Spending review che impone ai medici la prescrizione dei farmaci per principio attivo, sottolinea che anche l’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) ha sospeso 9 specialità di generici per la mancanza di adeguati studi sulla bioequivalenza.

“La cosa risuona strana dopo le grandiose campagne mediatiche che hanno accompagnato il periodo estivo dove è stato assicurato ai cittadini che i farmaci generici erano uguali ai farmaci originali”, commenta la Fimmg Lazio, secondo cui “si deduce che realmente la bioequivalenza non è poi così perfetta, e può creare problemi di efficacia del farmaco a cura di una patologia, ma allora devono essere presi in considerazione ed esclusi dal provvedimento legislativo anche altri farmaci che presentano una finestra terapeutica stretta come Anticonvulsivanti, Digitalici, Teofilline, Chinidina, Anticoagulanti orali, Diuretici (soprattutto negli anziani)”.

Il sindacato regionale dei medici di famiglia invita anche i cittadini e le istituzioni a intervenire. “D’altronde, nello specifico caso, sono coinvolti circa 500.000 pazienti con epilessie in Italia e circa 50.000 nel Lazio, mediamente quindi circa 10 pazienti per ogni medico di famiglia del Lazio, che nel caso assumano i farmaci citati o verseranno la consistente differenza del prezzo mensili o si esporranno ai rischi del cambiamento. I costi per le famiglie sono consistenti: il farmaco originale Keppra 500 mg costa € 83, 72 a scatola , mentre il Levetiracetam generico € 37.67. Il Topamax 50 costa € 55.28 mentre il generico Topiramato o il Sincronil costano € 27.29”.

“Ma – sottolinea la Fimmg Lazio – sono coinvolti anche i loro medici che per esigenze cliniche dovranno patire se impoverire una famiglia o rischiare l’inefficacia del farmaco, inducendo un conflitto etico di non facile soluzione. Urgono pertanto interventi istituzionali politici di riequilibrio a tutela del paziente e del suo medico”.

Nel frattempo, “non ci resta che avvisare tutti i medici di vigilare e fare molta attenzione verificando con puntualità ‘la giostra della sostituibilità’ che si è innescata col decreto Balduzzi sull'obbligo di prescrizione del principio attivo, e stimolare le associazioni di cittadini e le istituzioni tutte, affinché intervengano a reale tutela della salute, evitando il facile populismo dei ‘sanitari corrotti’, in nome di un marketing sulla malattia che alberga altrove, al di fuori degli studi medici”.

“Da anni – conclude la Fimmg Lazio – chiediamo un Orange Book per la biocompatibilità senza risultato alcuno, anzi destando anche ilarità in alcuni, ma il vero scandalo pressoché da tutti taciuto non è stato tanto mettere in dubbio il potere prescrittivo del medico ma giocare a monopoli con la salute del cittadino”.
 

25 Settembre 2012

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