Farmaci. L’Europa perde terreno: settore chiave ma a rischio. L’allarme Efpia da Bruxelles

Farmaci. L’Europa perde terreno: settore chiave ma a rischio. L’allarme Efpia da Bruxelles

Farmaci. L’Europa perde terreno: settore chiave ma a rischio. L’allarme Efpia da Bruxelles

La filiera farmaceutica europea genera un surplus commerciale da 147 miliardi, ma negli ultimi 20 anni ha perso il 25% degli investimenti globali a favore di Usa e Cina. L'appello dell'industria ai leader Ue: "Momento ora o mai più".

Il settore farmaceutico europeo è il principale contributore al surplus commerciale dell’Unione, ma rischia di perdere la sua competitività globale. È l’allarme lanciato dalla Federazione Europea dell’Industria Farmaceutica (Efpia) in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo Ue in Belgio, dedicato proprio alla competitività e al mercato unico.

I dati presentati sono inequivocabili: l’industria farmaceutica è un pilastro economico dell’Unione. Il settore investe 55 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo in Europa, genera 320 miliardi di esportazioni e contribuisce per un enorme surplus commerciale di 147 miliardi di euro. Senza questo apporto, il bilancio commerciale complessivo dell’Ue scenderebbe in rosso, passando a un deficit di 47 miliardi. La farmaceutica, da sola, contribuisce al surplus il 30% in più di tutti gli altri settori industriali messi insieme.

Nonostante questo ruolo cruciale, l’Europa sta progressivamente perdendo terreno nella competizione globale. Negli ultimi vent’anni, la quota europea degli investimenti globali nel settore è diminuita del 25%, a vantaggio di altre regioni. Mentre la spesa in R&D nell’Ue è cresciuta in media del 4,4% annuo tra il 2010 e il 2022, negli Stati Uniti la crescita è stata del 5,5% e in Cina ha raggiunto un impressionante 20,7%.
La Federazione ricorda che il recente rapporto di Mario Draghi sulla competitività dell’Ue, pubblicato nel 2024, ha già riconosciuto l’importanza strategica del settore, ma anche il suo futuro incerto di fronte alla concorrenza di nazioni ambiziose. Tuttavia, la stragrande maggioranza delle raccomandazioni contenute in quel rapporto rimarrebbe ancora disattesa.

“Questo è un momento ‘ora o mai più’ per l’Europa – ha dichiarato Nathalie Moll, Direttore Generale di Efpia – . I leader devono agire per salvaguardare la base industriale, ridurre le dipendenze esterne e garantire la continuità di nuovi farmaci per i cittadini. Il valore che l’industria farmaceutica porta al bilancio commerciale dell’Ue è ineguagliabile e critico per il futuro dell’Europa. Troppo spesso, però, il suo valore industriale strategico viene trascurato”.

L’appello è diretto: i leader europei devono invertire le tendenze degli ultimi decenni e fare dell’Europa la località di prima scelta per gli investimenti nell’innovazione farmaceutica, nelle competenze e nell’occupazione di alto valore. Il settore si presenta come un attore chiave non solo per la salute, ma come una colonna portante su cui costruire il futuro economico dell’Unione.

09 Febbraio 2026

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