Fegato grasso. Occhio alle proteine animali

Fegato grasso. Occhio alle proteine animali

Fegato grasso. Occhio alle proteine animali
Lo sostiene uno studio olandese che ha esaminato dati di questionari dietetici e di scansioni del grasso del fegato in 3.882 adulti con una media di 70 anni. Chi aveva mangiato molte proteine animali ha fatto registrare una probabilità più alta del 54% di avere il fegato grasso

(Reuters Health) – Le persone che assumono molte proteine animali presentano maggiori probabilità di avere un eccesso di grasso nel fegato e un rischio più elevato di malattia epatica rispetto alle persone che consumano soprattutto proteine vegetali. È quanto emerge da uno studio olandese pubblicato da Gut.
I ricercatori – guidati da Sarwa Darwish Murad, epatologo presso l’Erasmus Mc University Medical Center di Rotterdam – si sono concentrati su quella che è nota come malattia del fegato grasso non alcolica (Nafld), solitamente associata all’obesità e ad alcune abitudini alimentari. Anche se i cambiamenti dietetici sono raccomandati per trattare questo tipo di malattia del fegato, la ricerca fino ad oggi non ha dimostrato chiaramente se un mutato stile alimentare possa funzionare anche per la prevenzione.

Lo studio
I ricercatori hanno esaminato i dati di questionari dietetici e delle scansioni del grasso del fegato in 3.882 adulti con un’età media pari a 70 anni. Le scansioni hanno mostrato che 1.337 partecipanti (il 34%) avevano la Nafld; di questi 132 erano normopeso e 1.205 sovrappeso. Tra i partecipanti sovrappeso, quelli che assumevano soprattutto proteine animali hanno fatto registrare il 54% di probabilità in più di avere il fegato grasso rispetto a coloro che consumavano quantitati inferiori di carne.

“Tutto questo è risultato indipendente dai comuni fattori di rischio per la Nafld come quelli sociodemografici, metabolici e di stile di vita – sottolinea Sarwa Darwish Murad, – Forse l’aspetto più rilevante è che l’associazione è risultata indipendente dall’assunzione calorica totale. Abbiamo anche dimostrato che una dieta diversa è importante”. I partecipanti allo studio che non avevano la Nafld hanno consumato in media 2.052 calorie al giorno, rispetto alle 1.996 quotidiane di quelle con fegato grasso.

Le persone con Nafld hanno però assuntouna percentuale più alta di calorie totali dalle proteine: il 16% rispetto al 15,4% di quelli senza Nafld. Il consumo di verdure è risultato simile per entrambi i gruppi; le carni rappresentavano la differenza nel consumo di proteine.

I commenti
. “I risultati dello studio  suggeriscono che le abitudini alimentari sane possono minimizzare il rischio di malattia del fegato grasso, anche quando le persone hanno un rischio genetico per questa condizione – sottolinea Shira Zelber-Sagi, ricercatrice alla University of Haifa in Israele, non coinvolta nello studio – La carne, in particolare quella rossa, contiene grassi saturi, che portano a fegato grasso”.

“La carne trasformata è particolarmente insidiosa perché può contribuire all’infiammazione e alla cosiddetta insulino-resistenza, che può portare a livelli elevati di zucchero nel sangue e al diabete – aggiunge Zelber-Sagi – Sia l’infiammazione, sia la resistenza all’insulina fanno accumulare grasso nel fegato. I risultati dello studio suggeriscono che le persone dovrebbero limitare la carne rossa e lavorata e provare a mangiare più pesce, seguendo una dieta mediterranea ricca di cereali integrali, proteine magre, verdure e olio d’oliva”.

Fonte: Gut

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

14 Febbraio 2019

© Riproduzione riservata

Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo
Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo

Quasi quattro adulti su dieci in Italia si spostano abitualmente a piedi e uno su dieci utilizza la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani....

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

Prevenire le infezioni, riconoscere tempestivamente i segnali della sepsi e garantire cure appropriate fin dalle prime fasi. È il richiamo del Ministero della Salute che ieri, 13 settembre, in occasione...

Dai laboratori alla città, la ricerca si racconta: torna la Settimana della Scienza per i 90 anni dello Spallanzani
Dai laboratori alla città, la ricerca si racconta: torna la Settimana della Scienza per i 90 anni dello Spallanzani

Si parte “di corsa” verso un’unica destinazione: avvicinare la scienza alle persone. Domenica 20 settembre, con "Corri per la Scienza", prende il via la seconda Settimana della Scienza dell'Istituto Nazionale...

Medicinali veterinari. Ema: i nuovi pareri del Cvmp su autorizzazioni, sicurezza e farmacovigilanza
Medicinali veterinari. Ema: i nuovi pareri del Cvmp su autorizzazioni, sicurezza e farmacovigilanza

Nuove autorizzazioni, modifiche delle indicazioni terapeutiche e delle specie bersaglio, aggiornamenti delle informazioni di sicurezza e nuovi documenti in materia di antimicrobici e farmacovigilanza. È ampio il quadro dei pareri...