Genova. Al via primo studio randomizzato sugli effetti del Sativex nella spasticità post-ictus

Genova. Al via primo studio randomizzato sugli effetti del Sativex nella spasticità post-ictus

Genova. Al via primo studio randomizzato sugli effetti del Sativex nella spasticità post-ictus
Il trial, randomizzato in doppio cieco, valuterà gli effetti del farmaco a base di tetraidrocannabinolo e cannabidiolo in 50 pazienti. Lo studio è stato già approvato dall'AIFA, dal Comitato Etico Regionale della Regione Liguria e dall'Ospedale Policlinico San Martino. Il protocollo inoltre è stato sottoposto a processo di revisione tra pari in cieco e pubblicato sulla rivista BMJ Open

Dopo una lunga fase preparatoria per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, presso l'Unità Operativa Complessa di "Riabilitazione e Rieducazione Funzionale" dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova sta iniziando un importante studio in cui verrà valutata l'efficacia e la tollerabilità del Sativex nella spasticità post-ictus.

L'ictus è la patologia neurologica che determina in assoluto la maggiore disabilità e la spasticità è una delle complicanze più frequenti. Per spasticità si intende un aumento del tono muscolare conseguente a lesione delle vie motorie localizzate nel sistema nervoso centrale. La spasticità determina la comparsa di posture anomale, retrazione muscolo-tendinea, dolore, spasmi e minore capacità di sfruttare la forza residua. Il trattamento di prima scelta è la tossina botulinica, che però presenta dei limiti: va somministrata tramite iniezione nel muscolo spastico, l'effetto ha una durata limitata, riduce la spasticità ma anche l'eventuale forza residua nel muscolo infiltrato e inoltre non è utilizzabile quando la spasticità interessa molti muscoli, a causa del rischio di effetti collaterali. L'alternativa alla tossina botulinica consiste in terapie che si assumono per bocca, come il baclofene. Queste presentato tuttavia numerosi svantaggi, tra cui l'effetto sedativo e la scarsa efficacia.

Il Sativex è una associazione di tetraidrocannabinolo e cannabidiolo (in rapporto 1:1), due principi attivi derivati dalla cannabis sativa. Il farmaco è già in commercio per la terapia dei sintomi associati alla spasticità nella sclerosi multipla, ma non per l'ictus. Il Sativex è uno spray ad assorbimento transmucosale orale e può agire sia sulla spasticità che sul dolore e riteniamo possa rappresentare una terapia utile, da usare in aggiunta alla tossina botulinica, in alternativa ai farmaci antispastici orali attualmente in commercio.

Abbiamo quindi organizzato il primo studio su scala mondiale per valutare l'effetto del farmaco nella spasticità post-ictus. Intendiamo reclutare 50 pazienti con spasticità esito di ictus da valutare in doppio cieco sia con il farmaco attivo che con placebo mediante un disegno crossover (ogni paziente assumerà prima il farmaco e poi il placebo o viceversa). La valutazione della spasticità verrà fatta non solo con scale cliniche e soggettive, ma anche con una misura neurofisiologica quantitativa e non invasiva messa a punto dal nostro gruppo di ricerca, basata sulla registrazione elettromiografica del riflesso da stiramento, fenomeno alla base della spasticità.

Siamo consapevoli che l'utilizzo di cannabinoidi in pazienti con aumentato rischio cerebrovascolare richiede particolari precauzioni. I cannabinoidi infatti possono agire sulla frequenza cardiaca, la motilità dei vasi arteriosi e quindi sulla pressione arteriosa. A seguito dell'assunzione di cannabinoidi sono stati riportati casi di aumentata mortalità cardiovascolare e ictus. Questi gravi eventi avversi sono tuttavia riportati in letteratura solo in casi di abuso, come per esempio nel caso della cannabis fumata. Il Sativex stimola i recettori del cannabinoidi CB1 e CB2 e nell'uso sui pazienti con sclerosi multipla non sono state evidenziate effetti collaterali importanti, tali da determinare rischio di morte o deficit irreversibili. Peraltro alcuni dati in letteratura suggeriscono un potenziale ruolo neuroprotettivo dei cannabinoidi. Per minimizzare il rischio cardiovascolare, l'inclusione nello studio è subordinato a una valutazione cardiologica preliminare e al monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa.

Lo studio è stato già approvato dall'Aifa, dal Comitato Etico Regionale della Regione Liguria e dall'Ospedale Policlinico San Martino. Il protocollo inoltre è stato sottoposto a processo di revisione tra pari in cieco e pubblicato sulla rivista BMJ Open. Lo studio è parzialmente finanziato da Almirall Spa (che commercializza il Sativex).
 
Lucio Marinelli
Ricercatore in Neurologia, Università di Genova

Lucio Marinelli (Università di Genova)

24 Aprile 2018

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