Gli infarti, grandi e piccoli, accelerano il declino cognitivo

Gli infarti, grandi e piccoli, accelerano il declino cognitivo

Gli infarti, grandi e piccoli, accelerano il declino cognitivo
La combinazione di infarti grandi e di piccoli infarti subclinici nei pazienti di mezza età pUò accelerare il declino cognitivo. È quanto emerge da uno studio USA, pubblicato su Annals of Internal Medicine, che ha valutato i dati di quasi duemila pazienti

(Reuters Health) – “Gli infarti, di solito, vengono segnalati soltanto se sono più grandi di almeno 3 mm, altrimenti vengono ignorati clinicamente”, dice B. Gwen Windham dell’Università del Mississippi Medical Center di Jackson. Partendo da questa evidenza, con alcuni colleghi, Windham ha “esaminato il declino cognitivo durante 20 anni, in persone di mezza età che avevano o non avevano subito ictus e infarti, piccoli o grandi”.
Il gruppo di ricerca ha così scoperto che le persone che avevano sofferto di una combinazione di infarti piccoli e grandi presentavano un maggiore declino della funzione cognitiva.
 
Lo studio

Windham e colleghi hanno analizzato i dati provenienti da due siti di studio ARIC (rischio di aterosclerosi nelle comunità), condotti su 1.884 pazienti che non avevano subito un ictus. L’ età media dei partecipanti era di 62 anni, il cui 60% era composto da donne e il 50% da pazienti afro-americani.
I dati riguardavano la risonanza magnetica dal 1993 al 1995 e fino a cinque valutazioni cognitive nell’arco di 20 anni. Il team ha suddiviso i pazienti in base agli infarti: nessun infarto (86%), solo infarti piccoli (3%), solo infarti grandi (10%) o una combinazione di piccoli e grandi (2%).
I partecipanti che non avevano subito infarti erano quelli con le migliori prestazioni cognitive. Il declino cognitivo era simile tra i partecipanti con infarti solo piccoli o solo grandi.

I commenti

Secondo Windham i dati dello studio suggeriscono che “le persone con sia infarti più piccoli sia più grandi possano subire processi di malattia cerebrovascolare più pervasivi. Ciò è clinicamente significativo perchè ignorare gli infarti più piccoli, in particolare quando si verificano insieme a infarti più grandi, può portare a sottovalutare il rischio di demenza”.

Questo studio si aggiunge ad altre ricerche che suggeriscono che la salute del cuore e del cervello nella mezza età possono avere un impatto sulla memoria e sul pensiero più tardi nella vita”, osserva Rebecca Edelmayer, direttrice scientifica dell’Alzheimer’s Association di Chicago, non coinvolta nello studio.” Uno stile di vita sano e i farmaci permettono di controllare questi fattori di rischio e proteggere il cervello”

Fonte: Ann Intern Med 2019
Marilynn Larkin

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

04 Settembre 2019

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...