Un nuovo passo in avanti nella gestione clinica dell’Hiv arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Oms ha infatti pubblicato raccomandazioni aggiornate, per la gestione clinica dell’infezione, introducendo linee guida nuove e riviste sulla terapia antiretrovirale, sulla prevenzione della trasmissione verticale e sul contrasto alla tubercolosi (TB) nelle persone che vivono con Hiv. Le indicazioni promuovono un approccio basato sull’evidenza scientifica e sulla sostenibilità dei costi, con l’obiettivo di migliorare gli esiti terapeutici, ridurre la mortalità correlata all’HIV e accelerare il percorso verso l’eliminazione dell’AIDS come minaccia per la salute pubblica.
Le nuove raccomandazioni riflettono i significativi progressi compiuti negli ultimi anni rispetto alle linee guida consolidate pubblicate dall’Oms nel 2021 e tengono conto delle evidenze più recenti sui regimi antiretrovirali ottimizzati e sulle strategie semplificate di prevenzione della tubercolosi per le persone con Hiv. Queste indicazioni confluiranno nella prossima edizione delle linee guida consolidate dell’Oms sull’Hiv e sono destinate a orientare il lavoro di clinici, partner e comunità in tutto il mondo.
Ottimizzazione della terapia antiretrovirale
Le raccomandazioni aggiornate confermano i regimi a base di dolutegravir come opzione preferenziale per il trattamento iniziale e successivo dell’HIV e introducono importanti cambiamenti per i pazienti il ??cui regime terapeutico non è più efficace. Quando è necessario un inibitore della proteasi (PI), darunavir/ritonavir è ora raccomandato come opzione preferenziale, sostituendo le precedenti preferenze per atazanavir/ritonavir o lopinavir/ritonavir. Le linee guida supportano inoltre il riutilizzo di tenofovir e abacavir nei regimi successivi, sulla base di risultati migliori, vantaggi programmatici e potenziali risparmi sui costi. Le linee guida raccomandano inoltre l’uso di una terapia antiretrovirale iniettabile a lunga durata d’azione in circostanze specifiche, come per adulti e adolescenti che hanno difficoltà ad aderire ai regimi orali giornalieri; i regimi orali a due farmaci sono inoltre raccomandati come opzioni di semplificazione del trattamento per soggetti selezionati clinicamente stabili.
Rafforzare la prevenzione della trasmissione verticale dell’Hiv per supportare la scelta materna e il benessere del neonato.
Nonostante i notevoli progressi nell’eliminazione della trasmissione verticale, continuano a verificarsi nuove infezioni infantili da Hiv, in particolare durante l’allattamento. Le linee guida aggiornate enfatizzano un approccio di sanità pubblica incentrato sulla persona, che supporti la scelta materna e il benessere del neonato.
L’Oms continua a raccomandare alle madri con Hiv di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi, continuando l’allattamento fino a 12 mesi e possibilmente fino a 24 mesi o più, insieme a un’efficace terapia antiretrovirale materna e a un’adeguata alimentazione complementare. Tutti i neonati esposti all’Hiv dovrebbero ricevere sei settimane di profilassi postnatale, preferibilmente con nevirapina, mentre i neonati a rischio più elevato dovrebbero ricevere una profilassi tripla farmacologica potenziata. La profilassi neonatale prolungata può essere utilizzata fino al raggiungimento della soppressione virale materna o alla cessazione dell’allattamento al seno.
Dare priorità alla prevenzione della tubercolosi nelle persone affette da Hiv
La tubercolosi rimane una delle principali cause di morte tra le persone con Hiv. Per migliorare l’adozione e il completamento della terapia preventiva contro la tubercolosi, l’Oms raccomanda ora tre mesi di trattamento settimanale con isoniazide più rifapentina (3HP) come regime di trattamento preventivo preferito per adulti e adolescenti con Hiv. Altri regimi raccomandati dall’Oms rimangono opzioni basate su considerazioni cliniche e programmatiche. Gli interventi integrati faciliteranno una migliore integrazione dei servizi e mireranno a ridurre la mortalità correlata alla tubercolosi nelle persone con Hiv, semplificando al contempo l’erogazione dei servizi.
Supportare i paesi per accelerare l’impatto
“Queste raccomandazioni aggiornate riflettono l’impegno dell’Oms nel garantire che le persone affette da Hiv beneficino delle opzioni terapeutiche più efficaci, sicure e pratiche disponibili – ha spiegato Tereza Kasaeva, Direttrice del Dipartimento Hiv, Tubercolosi, Epatite virale e MST presso la sede centrale dell’OMS a Ginevra – semplificando il trattamento, migliorando l’aderenza e colmando le lacune persistenti nella prevenzione, aiuteranno i paesi a rafforzare i programmi contro l’Hiv e a salvare vite umane”.