I vasi sangiugni in 3D. La prevenzione sarà più facile

I vasi sangiugni in 3D. La prevenzione sarà più facile

I vasi sangiugni in 3D. La prevenzione sarà più facile
Dall’Università del Missouri arriva un metodo per creare immagini tridimensionali realistiche delle arterie. I ricercatori promettono: permetterà di scoprire come sono fatti i nostri vasi sanguigni, per prevenirne il deterioramento o sostituirli quando non funzionano

Potrebbe essere la grafica 3D ad aiutare i medici a capire come invecchiano le arterie e, con ogni probabilità, a fornire un aiuto per prevenire o correggere alcuni tipi di problemi cardiovascolari. O almeno di questo sono convinti i ricercatori dell’Università del Missouri che hanno pubblicato uno studio http://atvb.ahajournals.org/content/31/12/2889.abstract sulla rivista Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, dove spiegano proprio come le nuove tecnologie ci aiuteranno a curare pressione alta e diabete.

 “Esistono numerosi studi su come i vasi sanguigni siano fatti e funzionino, ma sono tutti frutto di ricerche basate su vecchie tecnologie”, ha spiegato Gerald Meininger, docente di farmacologia e fisiologia nell’ateneo statunitense. “Ad esempio con i vecchi metodi possiamo controllare i livelli di proteine che si trovano nelle pareti delle arterie, ma non nello specifico come sono sistemate queste molecole sui vasi sanguigni e quindi se e come possano aiutare (o impedire) il corretto flusso di sangue”.

I ricercatori hanno dunque pensato di sfruttare le ultime tecniche di grafica tridimensionale per costruire delle immagini (vedi video) che mostrino la forma esatta dei vasi sanguigni. “Abbiamo usato una tecnica chiamata state-of-the-art imaging (la traduzione letterale in italiano sarebbe ‘produzione di immagini dello stato dell’arte’). Si tratta di un software a computer che riesce a riprodurre un modello molto minuzioso dei reali elementi strutturali che costituiscono i vasi sanguigni di un essere umano”, ha continuato Meininger. “È stato attraverso questo strumento che abbiamo scoperto il ruolo fondamentale che gioca l’elastina, una delle proteine che si trova sulle pareti delle arterie e che le aiutano a funzionare correttamente.”

Quando invecchiamo, infatti, i livelli di elastina nei nostri vasi sanguigni diminuiscono ed altre proteine, come ad esempio il collagene, contribuiscono ad alterare la flessibilità delle arterie. Gli scienziati pensano che imparando a modificare i livelli di elastina, si potrebbero alleviare alcuni dei sintomi e degli esiti negativi che vengono associati all’invecchiamento vascolare. Tra cui anche la pressione troppo alta.
“Quando le persone pensano ai loro vasi sanguigni, tendono a immaginarli come tubicini piuttosto rigidi, che trasportano il sangue”, ha semplificato Michael Hill, altro docente dell’ateneo che ha partecipato allo studio: “In realtà le arterie sono estremamente flessibili, e vanno incontro a continue espansioni e contrazioni per permettere al flusso sanguigno di scorrere, e alla pressione di essere corrispondente alle esigenze del nostro corpo. In questo l’elastina ha un ruolo fondamentale: la produzione di questa proteina vede un picco in età giovanile e diminuisce con il passare degli anni. I biologi molecolari stanno oggi cercando di capire come rialzare i livelli di elastina anche in tarda età, per diminuire gli effetti dell’invecchiamento sulle arterie, ma fino ad oggi non hanno ottenuto risultati esaltanti”.
Gli scienziati che hanno condotto questa ricerca pensano che studiando la forma esatta delle arterie, sarà possibile superare tutte queste difficoltà. Inoltre, dicono, una conoscenza più profonda di come sono fatti i vasi sanguigni potrebbe portare allo sviluppo di nuovi metodi per sostituire eventuali tessuti danneggiati.

Laura Berardi

 
MU Researchers Find Unique Protein Organization In Arteries Associated with Cardiovascular Disease
from MU News Bureau on Vimeo.

Laura Berardi

16 Gennaio 2012

© Riproduzione riservata

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